Cessione del quinto

Cessione del quinto

Cessione quinto

La cessione del quinto è il prestito personale flessibile per lavoratori e pensionati per ottenere liquidità con un rimborso a tasso fisso e rate costanti pagabili comodamente con trattenuta in busta paga e accessibile senza garanzie, salvo l’assicurazione obbligatoria.

di Redazione

17 febbraio 2016

La cessione del quinto dello stipendio

La cessione del quinto dello stipendio è un prestito accessibile ai dipendenti pubblici, statali e, con la Legge n. 311/2005, anche ai privati. E′ un prestito non finalizzato per la cui richiesta è sufficiente avere un contratto a tempo indeterminato, fornire il certificato dello stipendio e l’ultima busta paga. E′ personalizzabile per l’importo da erogare e la durata, che non può superare dieci anni. Per l’importo si considerano l'anzianità di servizio, il TFR maturato e lo stipendio al netto delle ritenute, non potendo la rata superare il quinto di quest’ultimo. Il versamento delle rate è effettuato dal datore di lavoro con addebito in busta paga. Questa modalità di pagamento e la valutazione positiva dell’azienda consentono l'accessibilità anche a chi risulti cattivo pagatore. Viene accordato senza rilascio di garanzie, che sono date dal TFR maturato e dalla stabilità dell'azienda che versa le rate. La società finanziaria deve stipulare una polizza assicurativa rischio vita e impiego. La compagnia di assicurazione avrà azione di rivalsa nei confronti del debitore che perde l’impiego agendo sul TFR e se non sufficiente il debitore rimarrà obbligato per la differenza.

La cessione del quinto Inpdap

I pensionati pubblici e statali, inglobati dal 2011 nell’Inps, possono accedere alla cessione del quinto della pensione Inpdap in base alle modalità previste dall’Inps. Con la L. 24 dicembre 2011 n. 214 l’Inpdap è stato soppresso e dal 2012 l’Inps gestisce tutte le prestazioni con la Gestione Dipendenti Pubblici, erogando le prestazioni previdenziali per gli iscritti ex-Inpdap, concedendo prestiti erogati dal fondo di Gestione Unitaria. L’accesso alla cessione del quinto della pensione Inpdap avviene con le stesse modalità dei pensionati Inps con la richiesta della comunicazione di cedibilità all’ente previdenziale. I pensionati Inpdap possono avvalersi della convenzione Inps per avere la semplificazione della procedura e tassi più convenienti, rivolgendosi a istituti finanziari convenzionati. I pensionati Inpdap, come per le altre tipologie pensionistiche, possono richiedere la cessione se titolari di pensione di anzianità vecchiaia e reversibilità in base ai limiti e disposizioni della convenzione Inps. Per la cessione si possono anche cumulare le eventuali diverse pensioni, se tutte cedibili, di cui si è titolari presso lo stesso ente.

La cessione del quinto della pensione

Con la riforma della L. n. 80/2005 i pensionati pubblici e privati possono accedere alla cessione del quinto della pensione. Il prestito è richiedibile dai pensionati anche oltre i 65 anni, è personalizzato relativamente all’ammontare della pensione e all’età massima, novanta o ottantacinque anni a seconda dall’istituto finanziatore, prevista al momento della scadenza del finanziamento, che va dai 24 a un massimo di 120 mesi. La pensione su cui si richiede il prestito deve essere superiore a € 502,39 e la rata è calcolata al netto delle ritenute previdenziali, fiscali e del prelievo del quinto, per tutelare la quota minima di pensione. Per la richiesta è sufficiente presentare il cedolino della pensione e la dichiarazione della quota cedibile rilasciata dall’ente previdenziale. Il rimborso delle rate avviene con una trattenuta fatta dall’ente pensionistico con addebito sul cedolino della pensione. L’ente finanziatore deve obbligatoriamente stipulare un'assicurazione per il rischio morte, al cui verificarsi la compagnia assicurativa non ha azione di rivalsa nei confronti degli eredi.

La cessione del quinto della pensione Inps

La cessione del quinto della pensione Inps è accessibile con le semplificazioni e agevolazioni delle convenzioni predisposte dall’ente previdenziale. L’inps detta condizioni e modalità della cessione per la tutela dei pensionati e della pensione minima. Non possono accedere al prestito pensioni minime, assegni sociali, pensioni di invalidità civili, assegni di assistenza ai pensionati per inabilità, assegni per sostegno al reddito e per il nucleo familiare. L’Inps predispone convenzioni a cui possono aderire gli enti finanziari. Con la sottoscrizione della convenzione gli enti finanziari si obbligano a riconoscere tassi d’interesse per i pensionati Inps più bassi rispetto a quelli di mercato e richiedono direttamente loro al posto del pensionato la comunicazione di cedibilità. Il contratto di cessione sottoscritto deve essere trasmesso all’Inps, che verifica la conformità ai requisiti di legge dell’operazione, che la rata non superi il quinto della pensione, che il contratto contenga tutte le spese dell’operazione e che il tasso applicato sia inferiore al tasso soglia antiusura o che sia quello convenzionato, se l’ente finanziatore abbia sottoscritto la convenzione con l’Inps.

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Domande frequenti

  • Chi può richiedere la cessione del quinto e quali documenti servono?
    Possono accedervi dipendenti pubblici e privati a tempo indeterminato, nonché pensionati. Per i lavoratori basta il contratto, l’ultima busta paga e il certificato dello stipendio. I pensionati devono presentare il cedolino e la dichiarazione di cedibilità dell’ente previdenziale. È fondamentale verificare che la rata non superi il quinto dello stipendio o della pensione netta, garantendo così la sostenibilità del rimborso diretto tramite trattenuta in busta paga o dal fondo pensioni.
  • È possibile ottenere un prestito se si risulta già cattivi pagatori?
    Sì, la cessione del quinto è uno dei pochi prestiti personali accessibili anche ai cattivi pagatori. Questo perché la garanzia principale non è patrimoniale ma deriva dalla stabilità del datore di lavoro o dell’ente previdenziale che trattiene la rata. Tuttavia, è obbligatorio stipulare una polizza assicurativa rischio vita e impiego. In caso di perdita del lavoro, la compagnia potrà agire sul TFR maturato; se insufficiente, il debitore resterà obbligato per la differenza.
  • Quali pensioni non possono essere oggetto di cessione del quinto?
    L’Inps esclude dall’accesso al prestito le pensioni minime, gli assegni sociali, le pensioni di invalidità civile, gli assegni di assistenza per inabilità, gli assegni per il sostegno al reddito e per il nucleo familiare. Inoltre, la pensione lorda deve essere superiore a 502,39 euro. Queste limitazioni tutelano la quota minima vitale del pensionato, impedendo che il debito comprometta la sussistenza economica basilare.
  • Come funziona la garanzia per gli eredi in caso di decesso del pensionato?
    A differenza del prestito ai lavoratori, per la cessione del quinto della pensione l’assicurazione obbligatoria stipulata dall’ente finanziatore copre il rischio morte. Al verificarsi del decesso, la compagnia assicurativa estingue il debito senza esercitare alcuna azione di rivalsa contro gli eredi. Questo garantisce che la famiglia non debba affrontare alcun onere finanziario residuo legato al prestito, proteggendo l’eredità.
  • Cosa cambia per i pensionati ex Inpdap oggi gestiti dall’Inps?
    Dopo la fusione nel 2012, i pensionati ex Inpdap rientrano nella Gestione Dipendenti Pubblici dell’Inps. Possono accedere alla cessione del quinto seguendo le stesse regole degli altri pensionati Inps, presentando la domanda di cedibilità. Se utilizzano istituti finanziari convenzionati con l’Inps, beneficiano di procedure semplificate e tassi d’interesse generalmente più vantaggiosi rispetto al mercato libero, mantenendo però inalterati i limiti sulla rata e sui requisiti di accesso.

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