Come richiedere la cessione del quinto

Cessione del quinto

Cessioni del quinto

Le cessioni del quinto dello stipendio sono una pratica che sempre più spesso i dipendenti utilizzano per avere una certa liquidità, in contanti e subito, per affrontare spese impreviste. Il nome deriva dal fatto che le rate mensili non possono superare un quinto dello stipendio del richiedente.

di Redazione

16 luglio 2015

Le cessioni del quinto

Le caratteristiche delle cessioni del quinto dello stipendio sono regolate dal Decreto del Presidente della Repubblica numero 895 del 28 luglio 1950. In particolare, la regola principale di questa tipologia di prestito è che la rata mensile da restituire non superi il 20% dell'importo mensile di reddito, ossia proprio un quinto dello stipendio. Esiste anche un limite per quanto riguarda le rate che non possono essere più di 120 e meno di 24. Solitamente, non è possibile che la restituzione del prestito si protragga oltre la data di scadenza del contratto di lavoro. Per poter usufruire della cessione del quinto dello stipendio è possibile rivolgersi a tantissimi istituti di credito ma anche ad enti quali l'Inps e l'Inpdap. Ogni istituto ha le sue regole ben precise da seguire per ottenere il fido ed è necessario rivolgersi agli uffici competenti.

Cessioni del quinto Inpdap

Le cessioni del quinto Inpdap sono riservate a tutte quelle persone che sono dipendenti di questo istituto previdenziale oppure ricevono dall'ente la pensione. L'Inpdap, infatti, ha stretto convenzioni con diversi istituti di credito attraverso i quali concede ai suoi dipendenti o pensionati dei prestiti personali a tassi agevolati. La documentazione richiesta dall'Inpdap per concedere la cessione del quinto dello stipendio è davvero minima: basta, infatti, presentare una documentazione che attesti o lo stato di servizio oppure l'avvenuto pensionamento oltre, ovviamente, alla certificazione del reddito percepito mensile. Anche in questo caso la restituzione del prestito avverrà con rate mensili prelevate direttamente dallo stipendio o dalla pensione. La cessione del quinto prevede la restituzione non solo della somma ricevuta ma anche degli interessi maturati.

Cessioni del quinto Inps

Oltre che quelle con l'Inpdap, esistono anche le cessioni del quinto Inps, l'altro istituto di previdenza sociale. Le modalità di erogazione sono le medesime che valgono per i prestiti Inpdap e anche la documentazione da presentare è la medesima. Il pensionato che richiede questo tipo di prestito deve rilasciare il documento definito 'quota cedibile' che attesta quale parte del reddito (massimo il quinto dello stipendio) può essere ceduta. Il prestito può avere una durata massima di dieci anni. Possono accedere alla cessione del quinto Inps tutti coloro che percepiscono un assegno mensile di pensione erogato dall'ente, appunto, ad esclusione di chi è titolare di una pensione di invalidità civile oppure una pensione sociale. Se il richiedente muore prima della restituzione del debito sarà l'assicurazione - obbligatoriamente da stipulare - a coprire il restante importo.

Come richiedere le cessioni del quinto dello stipendio

Come richiedere le cessioni del quinto dello stipendio? Le modalità sono molto semplici anche se possono differire di un poco da banca a banca. In generale, è sufficiente recarsi presso il proprio istituto di credito e richiedere questa particolare modalità di prestito personale. Se la banca lo concede perché ne esistono i presupposti - la cessione del quinto, infatti, può essere concessa solo ai lavoratori dipendenti - sarà poi direttamente l'istituto di credito ad accordarsi con il datore di lavoro per la cessione della quota stabilita di stipendio mensile. La rata del prestito, infatti, viene direttamente sottratta dallo stipendio mese dopo mese, fino alla restituzione dell'intero importo. In caso di pensionati, invece, è l'ente previdenziale a trattenere dalla pensione mensile la rata pattuita.

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Domande frequenti

  • Chi può richiedere una cessione del quinto dello stipendio?
    La cessione del quinto è riservata esclusivamente ai lavoratori dipendenti pubblici e privati, nonché ai pensionati. Non è accessibile ai lavoratori autonomi o alle partite IVA, poiché il rimborso avviene tramite trattenuta diretta sulla busta paga o sulla pensione. È fondamentale possedere un rapporto di lavoro stabile e continuativo, in quanto la durata del prestito non può mai superare la data di cessazione del rapporto di lavoro. Gli enti previdenziali come INPS e INPDAP gestiscono queste operazioni per i rispettivi iscritti, mentre le banche offrono prodotti simili per i dipendenti privati.
  • Qual è il limite massimo della rata mensile?
    Per legge, la rata mensile del prestito non può superare il 20% (un quinto) dell’importo netto mensile del reddito percepito dal richiedente. Questa soglia garantisce che il debitore mantenga una quota di reddito disponibile per le spese essenziali. Il calcolo del quinto si basa sullo stipendio o sulla pensione netti effettivi. Superare questo limite comporta il rifiuto della pratica da parte dell’istituto di credito o dell’ente previdenziale, assicurando così la sostenibilità economica del rimborso nel lungo periodo senza compromettere il tenore di vita del beneficiario.
  • Quanto dura un prestito in cessione del quinto?
    La durata del finanziamento varia solitamente tra un minimo di 24 mesi e un massimo di 120 mesi (10 anni). Tuttavia, esiste un vincolo rigoroso: la restituzione del prestito non può protrarsi oltre la data teorica di fine rapporto di lavoro o di pensionamento anticipato. Ad esempio, se un dipendente va in pensione tra cinque anni, il prestito dovrà essere estinto entro quel termine. Questa caratteristica rende la cessione del quinto uno strumento sicuro per gli istituti finanziari, permettendo spesso tassi di interesse più competitivi rispetto ai prestiti personali tradizionali.
  • Cosa succede in caso di morte del debitore prima della chiusura del prestito?
    Nel caso di decesso del contraente prima dell’estinzione totale del debito, la copertura della quota residua spetta all’assicurazione obbligatoria associata alla cessione del quinto. Questa polizza, il cui costo è incluso nelle rate mensili, garantisce che gli eredi non siano gravati dal debito e che l’istituto creditore recuperi l’intero capitale prestato. È una tutela fondamentale che distingue la cessione del quinto dai normali prestiti personali, offrendo protezione alla famiglia del defunto e tranquillità finanziaria durante tutto il periodo di ammortamento del finanziamento.
  • Che documenti servono per richiedere la cessione del quinto INPS?
    Per i pensionati INPS, la procedura è snella e richiede principalmente due documenti: la certificazione del reddito mensile percepito e il documento denominato 'quota cedibile'. Quest'ultimo attesta formalmente quale porzione della pensione (fino al massimo del 20%) può essere destinata al rimborso del prestito. Non sono richieste garanzie aggiuntive o fidejussioni complesse. Una volta verificati questi elementi e approvata la domanda dall’ente previdenziale, la banca o l’istituto finanziario provvederà a trattenere la rata direttamente dall’erogazione mensile della pensione.

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