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Inpdap prestiti

Con l'INPDAP i prestiti riservati ai dipendenti statali in servizio (o ex lavoratori pensionati) sono erogati a tassi agevolati. Per scopi personali e familiari sono previsti prestiti pluriennali, piccoli prestiti, mutui ipotecari e prestiti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

di Redazione

21 luglio 2015

INPDAP prestiti pluriennali

Con l'INPDAP i prestiti pluriennali diretti forniscono denaro necessario per scopi personali o familiari. Sono rivolti a dipendenti o pensionati pubblici registrati alla Gestione Unitaria Prestazioni Creditizie e Sociali. Il richiedente deve avere 4 anni di servizio (con contratto a tempo indeterminato) e 4 anni di versamenti alla Gestione Unitaria. La durata del prestito può essere di 5 anni (con 60 rate mensili) oppure di 10 anni (con 120 rate). Le rate non devono essere maggiori del quinto dello stipendio (o pensione). L'INPDAP (dal 2012 confluita nell'INPS) applica un tasso d'interesse annuale del 3,5%, spese amministrative pari allo 0,5% ed un'aliquota fondo rischi variabile tra 0,17% e 22,39%, in base all'età ed alla durata del rimborso. La domanda si effettua per via telematica tramite il servizio online Domande Web Prestiti Pluriennali.

INPDAP prestiti dipendenti statali

Con INPDAP i prestiti ai dipendenti statali (lavoratori, pensionati e rispettive famiglie) sono offerti a tassi vantaggiosi. I finanziamenti sono erogati dall'ente stesso o da banche e finanziarie convenzionate. I prestiti ed i mutui sono concessi dall'INPDAP tramite un Fondo Credito (la Gestione Unitaria Autonoma). Il fondo è il risultato dei contributi obbligatori degli iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici. A questi si aggiungono i contributi volontari di pensionati della Gestione stessa più quelli di lavoratori e pensionati iscritti ad altri enti. Essere iscritti al Fondo Credito consente di usufruire delle prestazioni di credito, sia dirette che convenzionate. I pensionati della Gestione Dipendenti Pubblici usufruiscono del credito erogato direttamente dall'INPDAP (piccolo prestito, mutuo ipotecario e prestito pluriennale). Inoltre i dipendenti possono richiedere un prestito finalizzato all'acquisto della casa dei propri figli.

INPDAP prestiti cessione del quinto

Tra i vari tipi di finanziamento INPDAP i prestiti con cessione del quinto sono probabilmente la soluzione più efficiente e semplice da attuare. Questo prestito è generalmente concesso a dipendenti statali e pensionati a condizioni vantaggiose. L'importo erogato viene poi rimborsato in rate mensili sottratte dallo stipendio o dalla pensione, senza mai superare il 20%, cioè un quinto. La cessione del quinto offre vantaggi superiori rispetto alle altre tipologie di prestito. In particolare, il richiedente non è tenuto a dichiarare per quali fini sarà utilizzato l'importo del prestito e può ottenere abbastanza rapidamente il denaro liquido. Inoltre dato che la rata è prelevata automaticamente dalla busta paga (o pensione) il beneficiario non corre alcun rischio di dimenticare o ritardare il pagamento. In questo modo si evitano situazioni come il protesto o l'insoluto.

INPDAP prestiti dipendenti

Il cosiddetto 'piccolo prestito' mette a disposizione un importo moderato per necessità urgenti. Tramite l'INPDAP i prestiti ai dipendenti pubblici devono essere restituiti in un tempo variabile in base all'importo erogato. Il rimborso dura un anno (12 rate) se la somma è pari ad uno stipendio netto; dura 2 anni (24 rate) se l'importo è di 2 mensilità; ha una durata triennale (36 rate) se il prestito è pari a 3 stipendi e dura 4 anni (48 rate) nei casi in cui la somma erogata sia di 4 mensilità. Il piccolo prestito può essere richiesto dagli iscritti alla Gestione Unitaria Prestazioni Creditizie e Sociali sia in attività di servizio che pensionati. I lavoratori devono fare richiesta tramite l'amministrazione di cui fanno parte. I pensionati devono chiedere il prestito in via telematica.

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Domande frequenti

  • Chi può accedere ai prestiti INPDAP oggi e quali sono i requisiti principali?
    I prestiti gestiti dall'ex INPDAP, ora confluito nell'INPS, sono riservati principalmente ai dipendenti pubblici in servizio attivo e ai pensionati della Gestione Dipendenti Pubblici. Per accedere ai prestiti pluriennali, è fondamentale aver maturato almeno quattro anni di servizio effettivo e quattro anni di versamenti contributivi alla Gestione Unitaria Prestazioni Creditizie e Sociali. L'iscrizione a questa gestione è il prerequisito essenziale per usufruire delle prestazioni creditizie, sia quelle erogate direttamente dall'ente sia quelle convenzionate con banche e finanziarie. Anche le famiglie dei dipendenti e dei pensionati possono beneficiare di alcune forme di finanziamento, come il prestito per l'acquisto della prima casa dei figli.
  • Quali sono i costi e gli interessi applicati sui prestiti pluriennali INPS/INPDAP?
    Per i prestiti pluriennali, l'ente applica un tasso d'interesse annuo fisso del 3,5%. A questo si aggiungono le spese amministrative, calcolate nello 0,5% dell'importo erogato, e un'aliquota per il fondo rischi che varia dal 0,17% al 22,39%. Quest'ultima percentuale dipende da due fattori chiave: l'età del richiedente e la durata del rimborso scelta. È importante notare che le rate mensili non possono mai superare il quinto del reddito mensile (stipendio o pensione), garantendo così un carico finanziario sostenibile per il debitore e riducendo il rischio di insolvenza.
  • Come funziona il prestito con cessione del quinto e perché è considerato vantaggioso?
    La cessione del quinto è una forma di prestito molto diffusa tra i dipendenti pubblici e i pensionati, poiché le rate vengono trattenute direttamente in busta paga o sulla pensione, senza superare il 20% del reddito netto. I vantaggi principali includono l'assenza di obbligo di dichiarazione della destinazione d'uso dei fondi e tempi di erogazione rapidi. Poiché il rimborso è automatico, il beneficiario elimina il rischio di dimenticanze o ritardi nei pagamenti, evitando così protesti bancari o pignoramenti. Questa modalità è spesso preferita per la sua semplicità gestionale e per la sicurezza che garantisce sia al finanziatore sia al cliente.
  • Cos'è il "piccolo prestito" INPDAP e quali sono le sue caratteristiche temporali?
    Il piccolo prestito è destinato a coprire esigenze economiche urgenti e prevede importi limitati, corrispondenti a una, due, tre o quattro mensilità nette. La durata del rimborso è strettamente legata all'importo richiesto: un anno (12 rate) per un mese di stipendio, due anni (24 rate) per due mensilità, tre anni (36 rate) per tre mensilità e quattro anni (48 rate) per quattro mensilità. I dipendenti devono presentare la domanda attraverso la propria amministrazione di appartenenza, mentre i pensionati possono richiedere il finanziamento esclusivamente tramite canali telematici, rendendo il processo accessibile anche da remoto.
  • In cosa differiscono i prestiti diretti da quelli convenzionati dell'INPS?
    La distinzione principale risiede nell'erogatore del fondo. I prestiti diretti sono gestiti interamente dall'INPS (ex INPDAP) tramite la Gestione Unitaria Autonoma del Fondo Credito, alimentata dai contributi obbligatori degli iscritti. Questa opzione è tipicamente riservata ai pensionati della Gestione Dipendenti Pubblici per piccole somme, mutui ipotecari o prestiti pluriennali. Al contrario, i prestiti convenzionati coinvolgono banche e società finanziarie private che hanno accordi con l'ente pubblico. Entrambe le forme richiedono l'iscrizione alla Gestione Unitaria, ma le condizioni contrattuali e le procedure di istruttoria possono variare leggermente a seconda dell'intermediario finanziario scelto.

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