Cessione del quinto per pensionati

Cessione del quinto

Quinto dello stipendio

Il prestito attraverso la cessione del quinto dello stipendio è un forma di credito personale istituita in Italia a partire dal 1950. Possono accedere a questo tipo di contratto tutte le persone che sono impiegate come lavoratori dipendenti, sia presso aziende pubbliche, sia presso aziende private.

di Redazione

28 luglio 2015

Un quinto dello stipendio

Viene detta cessione di un quinto dello stipendio una particolare forma di prestito personale, riservata ai lavoratori dipendenti, e da alcuni anni anche ai pensionati. In sostanza il richiedente si impegna a versare, come rata per la restituzione dei soldi dovuti, fino a un quinto del suo stipendio netto, che verrà direttamente detratta dalla Busta Paga mensile e versata all'Istituto di credito. Questo tipo di prestito è regolamentato in maniera particolare, diversa da quella di qualsiasi altro tipo di mutuo o prestito bancario. Prima di tutto il quinto dello stipendio viene versato direttamente dal datore di lavoro e la restituzione della cifra dovuta non può superare i 10 anni di tempo, o gli 85 anni di età del richiedente. Per i lavoratori dipendenti in servizio non è possibile estendere il prestito al periodo in cui si percepisce la pensione. Solo i dipendenti ministeriali hanno la facoltà, all'arrivo dell'età pensionabile, di estinguere subito il debito o di spostarlo sull'assegno pensionistico.

Cessione quinto dello stipendio

La cessione quinto dello stipendio è un prestito personale, ciò significa che il richiedente non è tenuto a fornire alcuna documentazione sulle spese che intende fare con il finanziamento che riceverà; questo tipo di finanziamento può venire quindi richiesto anche nel caso in cui sia necessario avere una certa liquidità, non necessariamente per l'acquisto di una casa o di una vettura. La richiesta può venire effettuata presso un qualsiasi mediatore creditizio che si iscritto all'Albo dei Mediatori della Banca d'Italia; questi si pone come intermediario tra il cliente e i vari Istituti di credito che forniscono finanziamenti di vario tipo. In seguito sarà il datore di lavoro, o l'ente pensionistico, a versare la rata del prestito direttamente all'Istituto erogante, mentre il mediatore riceverà un compenso una tantum alla stipula del contratto.

Cessione del quinto dello stipendio normativa

La normativa che regola l'istituto della cessione del quinto dello stipendio è abbastanza precisa e restrittiva, in quanto prevede una serie di obblighi da parte del richiedente e anche tutte le tutele del caso. La legge, dagli anni '50, chiaramente ha avuto dei cambiamenti di varia tipologia. Oltre a prevedere chi possa occuparsi di questo tipo di prestiti, la normativa si occupa anche di cosa deve avvenire in caso di licenziamento o pensionamento del richiedente. In questo caso la legge prevede che il datore di lavoro debba versare all'Istituto di Credito qualsiasi cifra dovuta al lavoratore che ha richiesto il prestito. Quindi, se si richiede un prestito con la formula della cessione del quinto dello stipendio, nel momento in cui si perde il lavoro qualsiasi trattamento di fine rapporto, tredicesima maturata fino a quel momento, liquidazione di qualsivoglia natura o pagamento di ferie non godute, verrà versato direttamente all'Istituto presso cui si è contratto il debito, fino a completa estinzione dello stesso.

Inpdap cessione del quinto dello stipendio

La cessione del quinto dello stipendio fino a qualche anno fa era consentita anche ai pensionati, ma solo nel caso ricevessero la pensione dell'INPDAP, cioè dall'Istituto che si occupava dei trattamenti pensionistici dei dipendenti statali. Oggi l'INPDAP è stato acquisito direttamente dall'INPS. Quindi tutti i pensionati INPS possono godere di questa particolare forma di credito. Se un lavoratore dipendente va in pensione, il suo credito richiesto tramite la cessione del quinto dello stipendio va estinto, a meno che non si tratti di un dipendente di un ministero. I pensionati però possono richiedere un prestito tramite questo tipo di formula. La richiesta in questo caso va fatta direttamente all'INPS, tramite modulistica online, che si trova facilmente sul sito dell'Ente. La rata per la restituzione non può eccedere un quinto dell'assegno pensionistico e il prestito non può venire esteso per un periodo che superi gli 85 anni di età del richiedente.

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Domande frequenti

  • Chi può richiedere un prestito con cessione del quinto dello stipendio?
    Questa forma di finanziamento è accessibile principalmente ai lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato, e ai pensionati. È fondamentale essere titolari di un reddito continuativo che permetta di destinare fino al 20% (un quinto) del netto mensile o pensionistico al rimborso delle rate. Non sono ammessi autonomi o liberi professionisti, salvo specifiche eccezioni normative minori. L'accesso avviene previa verifica della solvibilità e dell'assenza di altri pignoramenti o debiti pregressi che potrebbero compromettere la capacità di rimborso, garantendo così la sicurezza del credito per entrambe le parti coinvolte.
  • Cosa succede al prestito in caso di licenziamento o perdita del lavoro?
    In caso di cessazione del rapporto di lavoro, il debitore rimane responsabile del rimborso del debito residuo. Tuttavia, la normativa tutela il creditore permettendo al datore di lavoro di trattenere e versare direttamente all'istituto finanziario qualsiasi somma dovuta al dipendente, come TFR, tredicesima, quattordicesima o indennità per ferie non godute. Questi importi vengono applicati al debito fino alla sua estinzione totale. Se tali somme non fossero sufficienti a coprire il debito residuo, il lavoratore dovrà trovare altre modalità per saldare la differenza, poiché la garanzia principale legata allo stipendio attivo viene meno.
  • È necessario dimostrare la destinazione dei fondi richiesti?
    No, uno dei vantaggi principali della cessione del quinto è la libertà d'uso. A differenza di molti mutui ipotecari o prestiti finalizzati, non è obbligatorio presentare fatture o giustificativi su come verranno impiegati i soldi. Il finanziamento può essere utilizzato per qualsiasi esigenza personale: ristrutturazioni, acquisto di beni durevoli, consolidamento di debiti o semplicemente per far fronte a emergenze finanziarie. Questa flessibilità rende il prodotto molto attraente per chi necessita di liquidità immediata senza dover documentare scopi specifici alle banche o agli istituti finanziari.
  • Come funziona la cessione del quinto per i pensionati INPS?
    I pensionati iscritti all'INPS (che ha assorbito l'ex INPDAP) possono richiedere questo prestito destinando fino al quinto del loro assegno mensile al rimborso. La domanda va presentata direttamente all'INPS tramite la modulistica disponibile sul sito ufficiale. Il limite di durata del prestito è fissato in modo che l'ultima rata venga corrisposta entro il compimento degli 85 anni di età del richiedente. È importante notare che, a differenza dei dipendenti attivi, i pensionati non possono trasferire il debito residuo su nuovi rapporti lavorativi, pertanto il piano di ammortamento deve essere calcolato attentamente sulla base della restante aspettativa di vita e della stabilità della pensione.
  • Qual è la durata massima del prestito e quali sono i costi?
    Il termine massimo per la restituzione del prestito è generalmente di 10 anni, oppure fino al raggiungimento degli 85 anni di età del richiedente, qualora tale evento si verifichi prima. I costi includono interessi e spese di istruttoria, che variano in base all'importo e alla durata. Spesso si ricorre a mediatori creditizi iscritti all'Albo della Banca d'Italia per facilitare l'iter; questi professionisti ricevono un compenso una tantum alla stipula del contratto, a carico del cliente o dell'istituto a seconda dei accordi. È sempre consigliabile leggere attentamente il Foglio Informativo per comprendere il TAEG effettivo e tutti i costi accessori associati alla pratica.

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