quinto dello stipendio

Cessione del quinto

Cessione del quinto dello stipendio

La cessione del quinto dello stipendio è un modo semplice e veloce per poter accedere ad un finanziamento personale. Si tratta di uno strumento pensato per i lavoratori dipendenti e i pensionati ed è facilmente accessibile anche ai cattivi pagatori. Scopri come accedere a questa forma di prestito.

di Redazione

20 maggio 2015

Cessione del quinto dello stipendio: cos’è e come si calcola

La cessione del quinto dello stipendio è una formula di prestito personale che prevede un rimborso mensile con una quota che corrisponde ad un quinto del proprio stipendio. Questa forma di finanziamento prevede diversi vantaggi. In primo luogo, dato che una quota dello stipendio andrà a coprire la rata, si può ottenere il prestito più facilmente e con meno documentazione. In secondo luogo, la rata verrà versata direttamente dal datore di lavoro come trattenuta sullo stipendio, eliminando il rischio di ritardi o mancati pagamenti. Inoltre, è molto facile capire quale cifra si potrà richiedere. Attraverso diversi strumenti disponibili in rete, è possibile effettuare facilmente il calcolo della cessione del quinto dello stipendio e capire quale importo chiedere e in quanto tempo verrà rimborsato. Per effettuare il calcolo è sufficiente inserire l’importo del proprio stipendio e il tasso d’interesse del prestito.

Chi può usufruire della cessione del quinto dello stipendio

Nel caso della cessione del quinto dello stipendio la normativa prevede che questa si possa applicare solo a determinati casi. Innanzitutto, possono richiederla i lavoratori dipendenti pubblici o privati. Questi ultimi, però, devono lavorare per società di capitale e non di persone. Quindi, sono ammessi alla cessione del quinto dello stipendio i lavoratori dipendenti di società per azioni, snc, srl, sas, e forme societarie assimilate. Serve, in ogni caso, un contratto di lavoro a tempo indeterminato che sia iniziato da almeno tre mesi. Inoltre, possono accedere alla cessione del quinto anche i pensionati INPS e INPDAP. I lavoratori autonomi sono sempre esclusi da questa forma di finanziamento, poiché non possiedono un vero e proprio stipendio. Sono ammessi, invece, i lavoratori a contratto o a progetto. Quest’ultima possibilità, però, è limitata a determinati casi specifici e il prestito non può mai superare la durata del contratto di lavoro.

Aspetti specifici e casi particolari

Per lavoratori dipendenti pubblici e privati e per i pensionati INPS e INPDAP la cessione del quinto dello stipendio è quasi sempre una opzione praticabile. Esistono alcune informazioni che, però, vanno conosciute in anticipo. Le uniche garanzie richieste sono il salario e, dove applicabile, il trattamento di fine rapporto. Quest’ultimo determina anche, in parte, il finanziamento massimo erogabile. In caso di perdita del lavoro o di disabilità o morte che impediscano il regolare pagamento delle rate, una assicurazione provvede a coprire la quota che non è garantita dal TFR. Per i dipendenti pubblici questa assicurazione è coperta dall’INPDAP, mentre i privati dovranno ricorrere ad una compagnia assicurativa. Un vantaggio della cessione del quinto è che permette l’accesso al credito anche a coloro che sono stati protestati o risultano essere cattivi pagatori. Come le altre forme di finanziamento, inoltre, anche questa può essere estinta in anticipo.

Finanziamenti con cessione del quinto per dipendenti pubblici

I dipendenti e i pensionati pubblici possono usufruire della cessione del quinto dello stipendio INPDAP. Si tratta di una forma di finanziamento erogata dall’ente previdenziale per il pubblico impiego e che prevede condizioni di favore per i dipendenti e i pensionati pubblici. Questo prestito può essere erogato direttamente dall’INPDAP oppure tramite istituti di credito privati e convenzionati. I finanziamenti possono avere una durata fino a 120 mesi e sono generalmente offerti a condizioni più vantaggiose rispetto a quelli disponibili per i privati. In caso si decida di usufruire di questa forma di finanziamento si potranno ottenere tutte le informazioni in merito alla cifra che si può richiedere e alle condizioni di pagamento presso gli uffici INPDAP o tramite gli istituti di credito convenzionati.

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Domande frequenti

  • Chi ha diritto alla cessione del quinto dello stipendio?
    Possono accedere a questo finanziamento i lavoratori dipendenti pubblici e privati, purché impiegati in società di capitale (come S.p.A., S.r.l., S.a.s.) e titolari di contratto a tempo indeterminato attivo da almeno tre mesi. Sono inclusi anche i lavoratori a progetto, ma con limiti specifici legati alla durata del contratto. I pensionati INPS e INPDAP hanno anch'essi pieno accesso. Ne sono invece esclusi i lavoratori autonomi, poiché privi di uno stipendio fisso soggetto a trattenuta diretta.
  • Come funziona il calcolo dell'importo massimo ottenibile?
    L'importo del prestito è determinato dalla capacità di rimborso, ovvero dalla quota pari a un quinto del netto mensile. Il calcolo tiene conto dello stipendio lordo/netto e del tasso di interesse applicato. Un fattore cruciale è il Trattamento di Fine Rapporto (TFR): esso funge da garanzia aggiuntiva e influenza positivamente la somma massima erogabile. Strumenti online permettono di stimare rapidamente l'importo in base allo stipendio corrente e alla durata scelta, garantendo trasparenza sulla rata mensile.
  • È possibile ottenere un prestito se si è cattivo pagatore o si ha un protesto?
    Sì, uno dei principali vantaggi della cessione del quinto è la facilità di accesso anche per chi presenta peggiori creditizie, come protesti o segnalazioni negative nelle centrali rischi. Poiché la rata viene trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione dal datore di lavoro o dall'ente previdenziale, il rischio di insolvenza per la banca è minimo. Questa caratteristica rende lo strumento particolarmente adatto a chi ha difficoltà ad accedere al credito tradizionale.
  • Cosa succede in caso di licenziamento, malattia o decesso?
    Il prodotto include solitamente una polizza assicurativa che tutela il debitore e la famiglia in caso di eventi imprevedibili. In caso di perdita del lavoro, invalidità permanente o decesso, l'assicurazione interviene per coprire le quote di rata non garantite dal TFR o dal reddito residuo. Per i dipendenti pubblici, la copertura è gestita dall'INPDAP, mentre per i privati è necessaria una compagnia assicurativa esterna. Questo garantisce che la famiglia non erediti debiti insoluti.
  • Quali sono le differenze tra cessione del quinto per privati e pubblici?
    I dipendenti e pensionati pubblici beneficiano spesso di condizioni più favorevoli grazie alla stabilità del reddito e alle convenzioni con l'INPDAP. Possono accedere a tassi competitivi e durate fino a 120 mesi. Per i privati, le condizioni dipendono dalle politiche delle banche convenzionate e dalle assicurazioni private. Sebbene entrambi i gruppi abbiano accesso allo stesso meccanismo di rimborso tramite trattenuta, i pubblici impieghi godono generalmente di un percorso burocratico semplificato e costi accessori talvolta ridotti.

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