Compilare un assegno bancario

Soldi

Come si compila un assegno

L'assegno bancario è uno strumento utilissimo che permette di destinare un pagamento a una persona. Ma come si compila un assegno correttamente, senza dubbi e senza il rischio di incorrere in sanzioni legali? Basta riportare i dati richiesti e seguire qualche semplice accortezza.

di Redazione

05 agosto 2015

Scrivere l'importo in lettere e in cifre

Come si compila un assegno bancario? Bisogna anzitutto indicarne l'importo. Scrivere l'importo in cifre nell'apposito spazio prestampato in alto a destra, dividendo i centesimi con una virgola (es. 42,00). Ricordarsi di riportarli sempre, anche quando la cifra è tonda e sono costituiti da due zeri. Scrivere l'importo in lettere nell'apposito spazio prestampato al centro dell'assegno, dividendo i centesimi con una sbarra e riportandoli in cifre (es. quarantadue/00). Ricordarsi di riportarli sempre, anche quando la cifra è tonda e sono costituiti da due zeri. Verificare quindi che l'importo in lettere e quello in cifre siano corretti, leggibili e uguali. Gli assegni bancari possono essere compilati in qualunque lingua dell'Unione europea, compresi quindi - oltre all'italiano - l'inglese, lo spagnolo, il tedesco e il francese.

Scrivere data, luogo, beneficiario e traente

Ecco poi come si compila un assegno bancario: riportare, negli appositi spazi prestampati, i diversi dati: luogo e data di emissione (che deve corrispondere al giorno effettivo in cui l'assegno è stato staccato - cioè non può essere né anticipata né posticipata - per non incorrere in sanzioni legali); il nome del beneficiario, cioè di colui al quale l'importo dell'assegno è destinato; l'ordine della banca di pagare, il numero di conto corrente e il codice della banca dove poter cambiare l'assegno; infine, la firma del traente, cioè di colui che emette l'assegno. Verificare alla fine che tutti i dati siano corretti e leggibili. Sanzioni penali vengono attuate anche qualora gli assegni siano mancanti delle loro parti (nome beneficiario e/o traente, importo in cifre etc.), cioè in caso di assegni vuoti.

La matrice, documento importante e promemoria utilissimo

La matrice è una parte del blocchetto degli assegni, quella che si trova a sinistra di ognuno di essi e da cui vengono staccati per essere emessi. La matrice è, al pari dell'assegno stesso, un documento a tutti gli effetti, fondamentale nella compilazione di un assegno bancario, perché la sua funzione corrisponde a quella di uno scontrino, oltre che di un promemoria utile per il futuro per ricordare date e beneficiari di pagamenti. Nelle istruzioni su come si compila un assegno bancario, non bisogna dimenticare di riportare sempre sulla matrice, negli appositi spazi prestampati: l'importo del saldo precedente del conto corrente bancario; l'importo dell'assegno che si sta per staccare (ed emettere); la data di emissione dell'assegno; il nome del beneficiario dell'assegno e in ultimo, ma non meno importante, la ragione. È altresì importante ricordare che la matrice va conservata per cinque anni a partire dall'emissione dell'ultimo assegno del blocchetto.

Come si compila un assegno non trasferibile

Vediamo infine come si compila un assegno bancario non trasferibile. L'assegno non trasferibile è quello che non può essere girato a terzi (eccetto che a una banca e solamente a scopo di incasso). Per limitare l'uso dell'assegno, è fondamentale apporre la clausola "Non trasferibile" sia sul davanti che sul retro dello stesso: in questo modo il beneficiario non può trasferire l'assegno a terzi, e il titolo diviene nominativo. Questa clausula si rivela di fondamentale importanza anche come protezione della privacy in caso di furto o smarrimento dell'assegno, in quanto non permette allo stesso di essere cambiato da terze parti. Inoltre bisogna ricordare che la clausula "Non trasferibile" è - così come il nome del beneficiario unico -obbligatoria secondo la legge antiriciclaggio in caso di importi pari o superiori a € 1.000.

Domande frequenti

  • È obbligatorio indicare l'importo in cifre e in lettere sull'assegno? Cosa succede se ci sono discrepanze?
    Sì, è fondamentale riportare l'importo sia in cifre, nello spazio in alto a destra (usando la virgola per i centesimi), sia in lettere al centro (usando la barra per i centesimi, es. 42/00). Entrambi i valori devono coincidere perfettamente per evitare contestazioni o rimborsi. Se le scritture differiscono, la normativa vigente stabilisce che prevale l'importo indicato in lettere, poiché questa forma è considerata più difficile da alterare rispetto alle cifre. Assicurarsi che la scrittura sia chiara e leggibile è essenziale per garantire la validità immediata del pagamento.
  • Posso scrivere la data futura o passata sull'assegno? Quali sono le conseguenze legali?
    No, la data di emissione deve corrispondere esattamente al giorno effettivo in cui l'assegno viene compilato. Non è consentito anticipare o posticipare la data. Inserire una data errata costituisce una violazione normativa e può comportare sanzioni penali per il traente. L'assegno è valido solo se datato correttamente nel momento della consegna o del trasferimento. Qualsiasi tentativo di manipolazione temporale della data invalida la correttezza formale del titolo e espone l'emittente a responsabilità legali immediate presso la banca e le autorità competenti.
  • Cosa devo scrivere sulla matrice dell'assegno e quanto tempo devo conservarla?
    La matrice funge da ricevuta e promemoria contabile. Su di essa devi annotare: il saldo precedente del conto corrente, l'importo dell'assegno emesso, la data di emissione, il nome del beneficiario e la natura della spesa (ragione). Questo documento è vitale per il controllo dei conti personali. Per obbligo di legge, la matrice deve essere conservata per almeno cinque anni dalla data di emissione dell'ultimo assegno del blocchetto. Questa conservazione è necessaria in caso di verifiche fiscali, dispute sui pagamenti o necessità di riconciliazione bancaria storica.
  • Quando è obbligatorio inserire la dicitura 'Non trasferibile' sull'assegno?
    La clausola 'Non trasferibile' diventa obbligatoria per legge antiriciclaggio quando l'importo dell'assegno è pari o superiore a 1.000 euro. In questi casi, l'assegno deve essere nominativo e non può essere girato a terzi, salvo eccezioni limitate all'incasso tramite banca. Anche per importi inferiori, apporre questa scritta (sia fronte che retro) è consigliabile per proteggere la privacy e prevenire furti, rendendo l'assegno utilizzabile esclusivamente dal beneficiario indicato. Senza questa clausola su importi elevati, l'operazione potrebbe essere rifiutata o segnalata dalle istituzioni finanziarie.