Andamento storico Euribor 3 mesi.

Soldi

Euribor 3mesi

Buone notizie per chi ha stipulato negli scorsi anni un mutuo a tasso variabile: il tasso Euribor 3 mesi si mantiene ancora ai minimi storici con valori al di sotto dello zero e sia nel medio che nel lungo termine non sono previste variazioni significative al rialzo.

di Redazione

22 maggio 2015

Previsioni Euribor 3 Mesi.

L'Euribor 3 mesi, il tasso al quale sono agganciati la maggior parte dei mutui a tasso variabile, continua nel suo periodo di stagnazione che lo ha portato al suo minimo storico, arrivando addirittura a valori negativi. Chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile negli scorsi anni ha quindi visto scendere notevolmente la sua rata e viste le previsioni per i prossimi 5 anni sembra poter dormire sonni tranquilli in quanto una lieve ripresa è prevista solo a partire da fine 2016, con un valore previsto dello 0,5% solo a partire dal 2020. Va ricordato che negli Usa, che ricorsero ad una manovra di Quantitative Easing nel 2009, soltanto ora, e cioè dopo 6 anni, i tassi stanno iniziando a risalire, quindi è probabile che l'Euribor segua lo stesso andamento. Dello stesso parere sono i tassi futures quotati dal Liffe di Londra che prevede un aumento fino allo 0,4% dell'Euribor 3 mesi a dicembre 2019.

Mutuo a tasso fisso o variabile?

Per chi volesse sottoscrivere ora un mutuo si pone però il dilemma della scelta tra un mutuo a tasso variabile, con una rata appetibile ma destinata inesorabilmente a salire, seppur lievemente, nei prossimi anni, o un mutuo a tasso fisso con l'Irs quotato intorno all'1,3%. Il principale fattore discriminante nella scelta è probabilmente la durata del finanziamento: per un mutuo di 5 o 10 anni il tasso variabile, anche in virtù delle previsioni sull'Euribor 3 mesi, risulta essere la scelta più conveniente, mentre per durate superiori la stabilità del tasso fisso consente di mettersi al riparo da brutte sorprese. Il mutuo a tasso variabile utilizza infatti il piano di ammortamento definito "alla francese", che concentra la maggior parte degli interessi nei primi anni del mutuo: in caso di finanziamento a breve durata si sfrutterebbero quindi i tassi molto bassi e qualora l'Euribor 3 mesi dovesse aumentare successivamente, quest'aumento andrebbe ad impattare poco sulla rata da pagare.

Prestiti e Mutui di lunga durata.

Per i finanziamenti di lunga durata il discorso è più complesso, in quanto è difficile fare previsioni sul lungo periodo. Di certo l'attuale Irs, al quale si allacciano i mutui a tasso fisso, è decisamente appetibile in quanto sommato allo spread delle principali banche consente un tasso finito del 3,1-3,3%. Un tasso inimmaginabile fino a pochi anni fa quando un tasso fisso costava più del doppio e solo il mutuo Inpdap riservato agli statali consentiva di stipulare dei mutui di poco al di sotto del 4%. Ma con l'Euribor 3 mesi così basso anche un mutuo a tasso variabile a lunga durata non sarebbe da scartare, soprattutto per chi ha delle entrate sicure e può permettersi delle estinzioni parziali o totali del finanziamento, in modo da ridurre il capitale residuo sul quale sono calcolati gli interessi.

Soluzioni intermedie: variabili con cap o a rata costante.

Vi sono poi delle soluzioni intermedie come il variabile con cap, che pone un tetto all'Euribor 3 mesi oltre il quale la banca non può andare a computare gli interessi, e il variabile a rata costante nel quale la rata rimane sempre la stessa ma cambia la durata del finanziamento in base all'andamento dell'Euribor 3 mesi durante tutta la durata prevista in partenza. Al momento però queste soluzioni non sembrano molto appetibili perchè gli spread fissati dalle banche su queste opzioni ne annullano di fatto i vantaggi. Più interessanti sono i mutui variabili off-set, diffusissimi nel Regno Unito e da poco proposti anche da noi, nei quali il capitale residuo viene calcolato sottraendogli oltre la parte già restituita anche il saldo del proprio conto corrente. Chi ha entrate fisse e cospicue potrebbe quindi abbattere sensibilmente il capitale residuo in pochi anni in modo da mettersi al riparo da improvvisi rialzi dei mercati.

Domande frequenti

  • Con l'Euribor 3 mesi negativo, conviene scegliere un mutuo a tasso variabile oggi?
    Sì, per i mutui a breve o media durata (5-10 anni) il tasso variabile legato all'Euribor 3 mesi offre attualmente condizioni molto vantaggiose grazie ai minimi storici. Poiché il piano di ammortamento alla francese concentra gli interessi nei primi anni, si beneficia pienamente dei tassi bassi attuali prima che eventuali rialzi futuri abbiano un impatto significativo sulla rata. Tuttavia, per durate superiori ai 10 anni, la volatilità futura rende il tasso fisso spesso più sicuro per garantire stabilità finanziaria.
  • Qual è il vantaggio principale del mutuo a tasso variabile rispetto a quello fisso?
    Il vantaggio principale è il costo iniziale inferiore: sfruttando tassi come quelli dell'Euribor 3 mesi, le rate iniziali sono nettamente più basse rispetto a quelle di un mutuo a tasso fisso, che oggi si attesta intorno al 3,1-3,3% includendo lo spread bancario. Questo permette di risparmiare mensilmente o di accantonare la differenza. Tuttavia, questa convenienza è temporanea e legata alle previsioni di mercato; se i tassi dovessero salire rapidamente, il risparmio iniziale verrebbe eroso nel tempo.
  • Cosa sono i mutui variabili 'off-set' e perché potrebbero convenire?
    I mutui off-set permettono di collegare il conto corrente del mutuatario al debito del mutuo. Il capitale residuo su cui calcolare gli interessi viene ridotto dal saldo positivo del conto corrente. Questa soluzione è ideale per chi ha redditi costanti e cospicui: versando le entrate sul conto collegato, si riduce drasticamente il capitale soggetto ad interesse, abbattendo il costo totale del prestito e proteggendosi da eventuali rialzi dell'Euribor senza cambiare natura al contratto.
  • Esistono alternative intermedie tra tasso fisso e variabile puro?
    Sì, esistono prodotti ibridi come il variabile con 'cap' (tetto massimo) o a 'rata costante'. Nel primo caso, la banca blocca l'incremento degli interessi oltre una certa soglia dell'Euribor; nel secondo, la rata resta fissa ma varia la durata del mutuo. Attualmente, queste soluzioni sono meno attraenti perché gli spread applicati dalle banche tendono ad annullare i vantaggi teorici. Vanno valutate attentamente solo se si teme un rialzo repentino ma limitato dei tassi.
  • Come influisce la durata del mutuo sulla scelta tra tasso fisso e variabile?
    La durata è il fattore discriminante principale. Per mutui brevi (5-10 anni), il variabile è preferibile perché si sfruttano i tatti bassi attuali e l'impatto di futuri rialzi è minimo data la rapida estinzione del debito. Per mutui lunghi (>10 anni), il rischio di incertezza sui mercati diventa elevato: il tasso fisso offre protezione contro shock imprevisti, garantendo budget prevedibili, mentre il variabile espone a possibili aumenti significativi delle rate nel lungo periodo.