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Prestiti fra privati

Il prestito tra privati in Italia

Hai bisogno di un prestito o, al contrario, hai del denaro da investire? Il prestito tra privati italiani costituisce una valida alternativa ai finanziamenti erogati dalle banche e dalle società finanziarie e può essere molto conveniente sia per chi dà il denaro in prestito sia per chi lo riceve.

di Redazione

08 luglio 2015

Il prestito tradizionale tra privati italiani

In Italia l'attività di concessione di finanziamenti in forma professionale è riservata alle banche e agli intermediari finanziari, che sono soggetti al controllo della Banca d'Italia, ma tutti i cittadini possono prestare del denaro, se vogliono, purché l'attività sia svolta soltanto occasionalmente. Per stipulare un prestito non sono necessarie forme particolari. La forma scritta è obbligatoria solo se si vogliono pattuire interessi in misura superiore a quella legale. In realtà è sempre opportuno stipulare un contratto scritto (anche quando si tratti di un prestito tra amici o parenti) e magari attribuire allo stesso la data certa, in modo da poter un domani dimostrare all'Agenzia delle Entrate la provenienza delle somme. Il modo più semplice è quello di concludere il contratto mediante scambio di corrispondenza. In questo modo, da un lato non v'è l'obbligo di versare l'imposta di registro (necessaria solo in caso d'uso, cioè allorquando si usi il documento in giudizio) e dall'altro si conferisce la data certa al contratto di finanziamento.

Gli interessi del prestito

Il prestito tra privati italiani può essere fruttifero o infruttifero, a seconda che si applichino o meno interessi. In mancanza di una specifica pattuizione che ne determini la misura, si applica il tasso di interesse legale. Il tasso legale viene determinato annualmente sulla base dell'andamento dell'inflazione (attualmente è fissato allo 0,5 per cento). Il tasso può essere fisso o variabile. In ogni caso non può superare il cosiddetto tasso soglia (o tasso di usura). La soglia di usura viene determinata usando come riferimento il tasso di interesse medio applicato nel mercato creditizio. Questo viene aumentato nella misura di un quarto, più ulteriori quattro punti percentuali. Nel caso in cui risulti che il tasso di interesse pattuito supera il tasso soglia, non sarà dovuto alcun interesse (nemmeno nella misura legale).

La garanzia del finanziamento

Anche il prestito tra privati italiani può essere subordinato al rilascio di una garanzia. Può trattarsi di una garanzia personale (fideiussione) oppure reale (pegno o ipoteca). Il fideiussore è una terza persona che si obbliga a pagare quanto dovuto in caso di inadempimento del debitore principale. La fideiussione può essere rilasciata con o senza il beneficio di escussione. Nel primo caso, chi vanta il credito potrà agire nei confronti del fideiussore soltanto dopo avere inutilmente tentato il recupero mediante azione esecutiva nei confronti del debitore principale; nel secondo caso sarà invece sufficiente che il debito non venga pagato alla scadenza. La garanzia reale consiste nel mettere a disposizione un bene (mobile, nel caso del pegno, immobile, nel caso dell'ipoteca) su cui il creditore possa soddisfarsi qualora il debitore non paghi. Non costituisce, tecnicamente, una garanzia il rilascio di una o più cambiali, ma in qualche modo avvantaggiano il creditore in quanto gli consentono di avere un titolo immediatamente esecutivo per agire contro il debitore nel caso in cui non paghi il debito alla scadenza pattuita, con risparmio di tempo e di spese legali.

Il prestito tra privati online o social lending

La nuova frontiera del prestito tra privati è quella del cosiddetto social lending o peer-to-peer lending, dove l'incontro tra la domanda e l'offerta di finanziamenti avviene tramite piattaforme online (che percepiscono una commissione). In Italia attualmente operano nel settore soltanto due società, Smartika e Prestiamoci, entrambe soggette alla vigilanza della Banca d'italia. Si stima che il tasso d'interesse applicato nelle piattaforme di social lending sia di circa due punti percentuali più basso rispetto ai prestiti bancari tradizionali, e ciò lo rende piuttosto conveniente per chi ha bisogno di richiedere un prestito. D'altro canto, queste piattaforme sono convenienti anche per chi ha denaro da investire ed è interessato ad un investimento redditizio, pur se con qualche livello di rischio. Il rischio, d'altra parte, non è poi così elevato, dal momento che la somma che il prestatore investe nella piattaforma non è concentrata in un solo prestito, ma viene divisa in piccole frazioni, in modo da distribuire il rischio d'insolvenza dei singoli debitori tra la massa degli investitori che aderiscono alla piattaforma.

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Domande frequenti

  • È obbligatorio scrivere il contratto di prestito tra privati?
    La legge italiana non impone la forma scritta per tutti i prestiti tra privati, rendendo valido anche un accordo verbale. Tuttavia, la scrittura diventa obbligatoria se si prevede il pagamento di interessi superiori al tasso legale. Anche quando non è obbligatoria, è fortemente consigliato redigere un contratto scritto per tutelarsi. Un metodo pratico ed economico è lo scambio di email o messaggi certificati, che conferisce al documento la 'data certa'. Questo permette di provare l'esistenza del prestito e la provenienza delle somme all'Agenzia delle Entrate senza dover pagare l'imposta di registro, salvo poi usarlo in tribunale.
  • Qual è il tasso di interesse massimo consentito per evitare l'usura?
    Il tasso di interesse pattuito non può mai superare il 'tasso soglia', noto come tasso di usura. Questa soglia viene aggiornata trimestralmente dal Ministero dell'Economia e si calcola prendendo il tasso medio praticato dagli istituti di credito per quel trimestre, aggiungendovi un quarto e ulteriori quattro punti percentuali. Se il tasso concordato supera questa cifra, la clausola sugli interessi è nulla: il creditore avrà diritto solo al rimborso del capitale, senza alcun interesse, nemmeno quello legale. È fondamentale verificare il tasso soglia vigente prima di firmare qualsiasi accordo.
  • Cosa cambia tra fideiussione con e senza beneficio di escussione?
    La differenza sostanziale riguarda l'ordine in cui il creditore può agire per recuperare il denaro. Nella fideiussione 'con beneficio di escussione', il garante (fideiussore) può rifiutarsi di pagare finché il creditore non tenta invano di recuperare i soldi dal debitore principale attraverso azioni esecutive (ad esempio pignorando beni). Al contrario, nella fideiussione 'senza beneficio di escussione', il creditore può chiedere il pagamento direttamente al garante non appena il debitore principale non paga alla scadenza, senza dover prima procedere contro il debitore originario. Questa seconda opzione offre maggiore sicurezza al creditore.
  • Come funziona il prestito tra privati online (social lending)?
    Il social lending, o peer-to-peer lending, mette in contatto diretto chi vuole prestare denaro con chi deve riceverlo tramite piattaforme online autorizzate dalla Banca d'Italia, come Smartika e Prestiamoci. Queste piattaforme agiscono da intermediari trattenendo una commissione. I tassi di interesse offerti sono generalmente inferiori a quelli bancari, rendendoli convenienti per i mutuatari. Per gli investitori, il rischio è mitigato dal fatto che il capitale viene suddiviso in molte piccole quote assegnate a diversi debitori. Questo diversifica il rischio di insolvenza: se un debitore non paga, le perdite sono limitate alla singola quota investita.
  • Le cambiali valgono come garanzia in un prestito tra privati?
    Tecnicamente, la cambiale non è una garanzia reale o personale, ma uno strumento di pagamento. Tuttavia, rappresenta un forte vantaggio per il creditore perché costituisce un 'titolo esecutivo'. Ciò significa che, in caso di mancato pagamento alla scadenza, il creditore può avviare procedure di recupero crediti (come il pignoramento) direttamente e rapidamente, senza dover prima vincere una causa in tribunale per accertare il debito. Questo risparmia tempo e costi legali significativi rispetto a un prestito basato solo su un contratto scritto ordinario.

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