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Come guadagnare soldi

Pronti contro termine

Sempre più persone ricorrono ad obbligazioni e titoli di stato così come ai pronti contro termine che possono permettere a chiunque di guadagnare qualcosa in modo sicuro entro termini brevi. Non si tratta di prodotti a basso rischio ma permettono di avere un interesse certo sui titoli acquistati.

di Redazione

09 luglio 2015

Pronti contro termine

Per quanto riguarda l’Unicredit, la banca stabilisce che le operazioni di pronti contro termine si realizzano con una vendita di strumenti finanziari di proprietà della Banca (venditore a pronti) a favore del cliente (acquirente a pronti). Nello stesso momento si stabilisce una vendita a termine degli stessi strumenti per pari importo fra il cliente (venditore a termine) e la banca (acquirente a termine). L’acquirente a pronti è tenuto a pagare il prezzo stabilito durante la conclusione della vendita a pronti, cifra che la banca addebiterà sul conto corrente del cliente. Alla scadenza prevista il cliente venditore a termine deve trasferire alla banca (acquirente a termine) i titoli della stessa specie e quantità di quelli acquistati. La banca quindi esegue il pagamento nello stesso momento versando la cifra prestabilita. Alcune condizioni pongono la risoluzione dell’atto di vendita: se, per esempio, il cliente venditore a termine non riesca a trasferire gli strumenti finanziari in suo possesso o se la situazione patrimoniale di una delle due parti cambia. In quest’ultimo caso la banca si riserva la facoltà di richiedere comunque il pagamento o la restituzione dei prodotti finanziari precedentemente vincolati.

Pronti contro termine 2013

Per quanto riguarda la tassazione, precedentemente, gli interessi avevano una ritenuta fiscale agevolata del 12,5%. Oggi la situazione è diversa in quanto la ritenuta fiscale è del 20%. Bisogna anche tenere presente le imposte di bollo. Attualmente per un conto corrente o anche per effettuare un'operazione con i titoli si devono versare 34,20€ per chi ha un saldo medio superiore a 5000€. Prima del 2012 l’imposta corrispondeva a quella applicata sul conto corrente (quindi circa 34€), mentre dopo l’1 gennaio del 2013, per i pronti contro termine, si hanno 0,15 punti percentuali con un minimo di 34,20€ e nessun tetto massimo. Precedentemente, nel 2012, invece, era previsto un massimale di 1200€ con 0,10 punti percentuali. Oltre alla percentuale di rendimento è bene stabilire quali sono i costi fissi per la gestione della pratica.

Operazioni pronti contro termine

Come operazioni di pronti contro termine si intendono i contratti con cui la banca o il venditore vende una quantità di titoli precisa impegnandosi a riacquistarla in un termine convenuto e ad un prezzo prestabilito. Non è prevista la risoluzione anticipata del contratto per cui l'acquirente a termine sarà obbligato a portare a fine il contratto e a versare i titoli o il corrispettivo in denaro in caso di deficit patrimoniale improvviso. Questo tipo di operazioni fino al 2003 non era tenuto in considerazione dal codice civile, introdotto poi negli articoli che riguardano i contratti di compravendita con obbligo di retrocessione a termine. Fiscalmente i guadagni che derivano da questo tipo di contratto sono assimilati ai redditi di capitale. Il rendimento è determinato dal prezzo di vendita e dal prezzo di riacquisto, determinati in comune accordo fra venditore e acquirente al momento del contratto.

Pronti contro termine intesa san paolo

Nel caso in cui ci si rivolga alla Banca Intesa Sanpaolo, il rendimento dei pronti contro termine sale al 3% netto annuo. In più vanno aggiunti 200 punti base rispetto al rendimento offerto dai bot semestrali. Il vincolo di questi pct che la banca offre ha diversi tipi di mesi da uno a sei. Nel caso in cui si scelgano sei mesi, si arriva al 3% investendo almeno 50.000 euro nel pacchetto plus che ripartisce la quota in 30% come pronti contro termine e 70% in uno o più prodotti di risparmio gestito da Intesa SanPaolo. Se si porta la quota dei pronti a termine al 70% con la formula Basic il rendimento scende a 1.5%. La soglia minima per stipulare i pronti contro termine dell'intesa San Paolo è di 1000€ e bisogna essere già clienti mentre i tassi offerti sono aggiornati giornalmente a seconda dell'andamento del mercato.

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Domande frequenti

  • Cos'è esattamente un pronto contro termine e come funziona nella pratica?
    Il pronto contro termine (PCT) è un'operazione finanziaria strutturata in due momenti distinti. Inizialmente, tu vendi alla banca titoli di tuo possesso ricevendone immediatamente il prezzo (vendita a pronti). Contestualmente, ti impegni a riacquistarli alla stessa data futura a un prezzo leggermente superiore (vendita a termine). Questa differenza di prezzo rappresenta il tuo guadagno lordo. È fondamentale comprendere che non si tratta di un semplice deposito, ma di un'operazione di compravendita con obbligo di retrocessione, dove il rendimento è fisso e predeterminato al momento della stipula.
  • Quali sono i costi e le tasse da considerare per calcolare il guadagno netto?
    Oltre alle imposte sui redditi di capitale, attualmente applicate al 20% sugli interessi, devi considerare l'imposta di bollo. Per conti con un saldo medio mensile superiore a 5.000 euro, il costo fisso è di 34,20 euro. Tuttavia, nei PCT, l'imposta di bollo si calcola spesso allo 0,15% sull'importo investito, senza un tetto massimo di spesa come avveniva in passato. Questi costi fissi incidono significativamente sulla redditività finale, specialmente per importi piccoli o durate molto brevi, riducendo il netto effettivo rispetto al tasso promesso.
  • È possibile risolvere anticipatamente il contratto o c'è un vincolo rigido?
    Generalmente, i contratti di pronto contro termine non prevedono la risoluzione anticipata volontaria da parte dell'investitore. Sei obbligato a portare a termine l'operazione fino alla scadenza stabilita. In caso di improvvise variazioni del patrimonio o incapacità di restituire i titoli alla scadenza, la banca può attivare clausole risolutive o richiedere il pagamento immediato. Questa rigidità rende il prodotto adatto solo a capitali che non servono nell'immediato, poiché uscire prima della scadenza comporta spesso penalità economiche elevate o l'impossibilità materiale di farlo.
  • Con quale banca posso ottenere rendimenti migliori e quali sono i requisiti minimi?
    I tassi variano notevolmente in base all'istituto e alla durata scelta. Ad esempio, Intesa Sanpaolo ha proposto rendimenti netti fino al 3% annuo per durate di sei mesi, richiedendo un investimento minimo di 50.000 euro in specifici pacchetti. Altre formule potrebbero offrire rendimenti inferiori (come l'1,5%) con quote diverse di PCT. La soglia minima d'ingresso varia, talvolta partendo da 1.000 euro, ma richiede spesso di essere già clienti della banca. I tassi sono soggetti a aggiornamenti giornalieri in base all'andamento del mercato monetario.
  • Il pronto contro termine è considerato un investimento sicuro e privo di rischi?
    Nonostante sia spesso percepito come a basso rischio perché garantisce un interesse certo, il PCT non è esente da rischi. Esiste il rischio controparte: se la banca fallisse, potresti perdere i tuoi titoli o il diritto al rimborso. Inoltre, c'è il rischio di liquidità, dato che i fondi sono bloccati fino alla scadenza. Infine, l'inflazione erode il potere d'acquisto del capitale. Pur essendo meno volatile delle azioni, la sicurezza assoluta non esiste; va valutata attentamente la solidità dell'intermediario bancario che propone l'operazione.