prestiti a pensionati Inps e Inpdap

Prestiti personali

Prestiti pensionati

I pensionati possono facilmente ottenere un prestito per la durata di dieci anni. I prestiti a pensionati concessi da banche e società finanziarie godono di garanzia sulle pensioni INPS o Inpdap. Il rimborso ha luogo con rate mensili detratte dalla pensione per importi pari al quinto della stessa.

di Redazione

20 maggio 2015

I prestiti a pensionati mediante cessione del quinto

I prestiti a pensionati INPS e Inpdap si sono diffusi grazie alla formula della cessione del quinto che è il termine mediante il quale si indica un rapporto di credito tra banche o società finanziarie e il soggetto titolare di pensione. Attraverso un preciso piano d'ammortamento è prevista la restituzione del prestito mediante quote pari al quinto della pensione. Le rate si detraggono direttamente sul valore della pensione calcolata al netto delle trattenute fiscali e previdenziali. La durata del prestito non può eccedere i dieci anni, ma in ogni caso essa viene stabilita in base all'età del pensionato. Infatti se il richiedente ha già 80 anni si concede il prestito solo per cinque anni. Di solito la durata del prestito non supera l'ottantacinquesimo anno d'età del richiedente anche se ci sono alcune formule che consentono di raggiungere il 90° anno o facendo ricorso al fondo Inpdap anche il 95° anno d'età.

I requisiti richiesti per i prestiti a pensionati Inpdap

I prestiti a pensionati Inpdap fanno parte della categoria di prestiti agevolati e l'agevolazione consiste nella copertura garantita da fondi messi a disposizione dall'Istituto di previdenza ai suoi iscritti. L'iscrizione per i dipendenti pubblici comporta durante gli anni di attività lavorativa il versamento di una Ritenuta per Fondo Credito che consente ai contribuenti di ottenere agevolazioni di tipo creditizio e sociale nel momento in cui si verificano necessità personali e familiari. Anche i pensionati Inpdap mediante tale versamento risultano iscritti alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali e hanno la possibilità di avere accesso al prestito pluriennale garantito mediante cessione del quinto da richiedere allo stesso istituto. L'Inpdap garantisce contro i rischi di decesso del richiedente prima della scadenza della cessione. L'Inpdap ora è confluito nella gestione INPS ma le politiche e i criteri applicati nella gestione del rischio sono autonomi.

Inps: prestiti a pensionati mediante comunicazione di cedibilità

Il soggetto richiedente titolare di pensione deve chiedere informazioni all'Inps per i prestiti a pensionati in merito alla cedibilità della pensione. Su richiesta del pensionato l'Inps provvede ad emettere un documento di comunicazione di cedibilità della pensione nel quale viene indicato l'importo massimo che può assumere la rata nel piano d'ammortamento programmato per la restituzione del prestito. La comunicazione viene data alla banca o società finanziaria presso la quale il pensionato ha richiesto il finanziamento. Se la stessa Banca o società finanziaria è convenzionata con l'Inps, si ha un risparmio in termini di costi e di tempo. Infatti è lo stesso ente finanziario che elabora la quota cedibile della pensione mediante collegamento telematico con l'Inps: si ha un vantaggio per il pensionato in termini di tasso d'interesse che risulta più basso rispetto ai tassi presenti sul mercato. Ovviamente l'importo della quota cedibile dipende dal valore della pensione.

Copertura assicurativa per i prestiti a pensionati e la tutela del pensionato

L'Inpdap per i prestiti a pensionati non chiede altra garanzia se non quella del versamento delle quote di adesione al fondo. L'Inps invece richiede una copertura assicurativa per coprire il rischio di premorienza del richiedente. Prima di concedere il credito l'Inps verifica che l'istituto finanziario erogante abbia tutti i requisiti necessari per compiere l'operazione. Il tasso applicato al prestito deve essere conveniente e chiaro per il pensionato. Deve essere inferiore ai tassi applicati sul mercato, non deve raggiungere soglie anti-usura e deve essere definito nel dettaglio indicando a parte le spese d'istruttoria della pratica, le commissioni bancarie, le spese assicurative e gli interessi. La caratteristica principale di questi tipi di prestito è la riduzione del tasso d'insolvenza del richiedente in quanto la rata è trattenuta direttamente dall'istituto di previdenza coinvolto nell'operazione.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Qual è il limite massimo dell'importo della rata mensile per un prestito a pensionato?
    La rata mensile non può mai superare il quinto (20%) della pensione netta, ovvero quella calcolata dopo le trattenute fiscali e previdenziali. Questo meccanismo, noto come 'cessione del quinto', garantisce che il pensionato mantenga una quota significativa del proprio reddito mensile per le spese quotidiane. L'INPS rilascia una specifica comunicazione di cedibilità che indica l'esatto importo massimo della rata compatibile con il livello della pensione percepita. È fondamentale verificare questo dato prima di sottoscrivere qualsiasi contratto per evitare sovraccarichi finanziari.
  • Come cambia la durata massima del prestito in base all'età del richiedente?
    La durata del prestito è strettamente legata all'età anagrafica del pensionato e non può mai estendersi oltre l'ottantacinquesimo anno di età, salvo eccezioni specifiche. Ad esempio, se il candidato ha già 80 anni, il finanziamento sarà concesso esclusivamente per un periodo massimo di cinque anni. Alcune formule particolari, specialmente quelle gestite tramite il fondo INPDAP, potrebbero consentire di arrivare fino al novantesimo o, raramente, al novantacinquesimo anno. Questa regola mira a garantire che il debito sia interamente estinto prima che il beneficiario raggiunga un'età avanzata, riducendo i rischi per l'erogatore.
  • Cosa offre di diverso il prestito INPDAP rispetto a quello standard INPS?
    Il prestito INPDAP (ora confluito nella gestione INPS ma con criteri autonomi) è considerato una forma di credito agevolato perché la garanzia principale deriva dai fondi versati durante la vita lavorativa sotto forma di 'Ritenuta per Fondo Credito'. A differenza della procedura standard, l'INPDAP fornisce una copertura diretta contro il rischio di decesso del richiedente prima della fine del prestito, senza richiedere polizze assicurative aggiuntive costose. Questo rende il prodotto particolarmente vantaggioso per ex dipendenti pubblici iscritti a questa gestione specifica, offrendo tassi spesso più competitivi e minori oneri accessori.
  • È obbligatorio stipulare una polizza assicurativa per ottenere il prestito?
    Sì, per i prestiti gestiti attraverso la normale procedura INPS è generalmente richiesta una copertura assicurativa per tutelare il rischio di premorienza, cioè il decesso del pensionato prima della chiusura del finanziamento. L'istituto bancario deve verificare che l'assicurazione soddisfi specifici requisiti. Tuttavia, questa obbligatorietà non si applica ai prestiti INPDAP, dove la garanzia è già inclusa nei contributi versati in precedenza. È essenziale leggere il contratto per distinguere tra spese di istruttoria, commissioni bancarie e costi assicurativi, assicurandosi che il tasso finale rispetti i limiti anti-usura.
  • Quali vantaggi concreti offre la convenzione bancaria con l'INPS?
    Richiedere il prestito presso una banca convenzionata con l'INPS semplifica notevolmente la procedura amministrativa. Grazie al collegamento telematico diretto, la banca può elaborare immediatamente la quota cedibile della pensione senza attendere documenti cartacei o tempi di attesa lunghi. Questo snellimento burocratico si traduce spesso in un vantaggio economico concreto: le banche convenzionate tendono ad applicare tassi di interesse inferiori rispetto a quelli di mercato generale. Inoltre, la trasparenza sui costi e la rapidità di approvazione rendono l'esperienza complessiva più sicura e accessibile per il pensionato.