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Prestiti a protestati

I prestiti a protestati si rivolgono alle persone che sono state inserite in un registro nero. Il protesto è conseguente a un mancato pagamento. Capita spesso che i pagatori saltino delle rate. Alcune banche rifiutano di dare somme di denaro a chi è cattivo pagatore, altre sono più elastiche.

di Redazione

17 settembre 2015

Prestiti a protestati

I prestiti a protestati sono finanziamenti concessi a chi ha subito un protesto. Il richiedente deve dare, in ogni modo, una garanzia all'istituto finanziario affinché ci sia la certezza che la cifra prestata sia restituita. Uno strumento adottato è la trattenuta della rata in busta paga, ovvero, la Cessione del quinto. Un nuovo sistema innovativo è richiedere i prestiti direttamente on line. Il web, infatti, ha numerose offerte rivolte a chi è un cattivo pagatore o chi è rimasto senza lavoro. L'impegno che viene domandato è solo uno: non saltare nemmeno una rata e avere una busta paga che attesti il reddito percepito al momento. La facilità con la quale questi finanziamenti sono erogati è sorprendente, di fronte a situazioni delicate e spesso complicate. Le banche on line si presentano piuttosto elastiche e comprensive.

Prestiti a protestati con cambiali

I prestiti a protestati con le cambiali possono essere richiesti senza dare nessuna motivazione. Chi lo richiede deve dare una garanzia alla banca o alla finanziaria e, in questo caso, la cambiale si presenta come un titolo esecutivo di notevole importanza. L'erogazione delle somme avviene in tempi molto rapidi e con estrema facilità. I cattivi pagatori hanno la possibilità di chiedere nuovi prestiti ed essere eliminati dalla lista nera. Il prestito cambializzato può essere richiesto in base a differenti requisiti che riguardano il TFR accantonato, un'assicurazione sulla vita da almeno due anni e una seconda firma come garanzia. Gli importi erogabili, infine, arrivano fino ad un massimo di 60.000 euro. La banca cerca di venire incontro alle esigenze personali e si assicura che il richiedente possa tener fede ai pagamenti.

Prestiti a protestati senza busta paga

Non tutte le persone disoccupate e con pagamenti insoluti sanno che possono accedere a dei finanziamenti anche senza garanzie e senza reddito. I prestiti a protestati senza busta paga sono diventati la soluzione ideale per chi ha difficoltà economiche o è stato inserito nella lista cattivi pagatori. Molti commercianti ricorrono a questo sistema per chiedere piccoli importi da restituire in piccole rate. Il calcolo avviene insieme alla banca erogatrice con la quale si può scegliere la cifra desiderata e il numero delle rate da saldare. Alcuni istituti propongono interessi vantaggiosi. Per accedere a tali prestiti è sufficiente riempire un modulo e avere un secondo garante. Il numero delle rate viene incontro alle esigenze del richiedente. L'aspetto più importante è la garanzia al pagamento regolare delle rate.

Prestiti a protestati autonomi

I prestiti a protestati autonomi seguono una procedura molto più complessa e, spesso, non è semplice ottenerli. Questo problema accomuna chi ha saltato una sola rate e, sebbene abbia provveduto a saldarla, si ritrova ad essere inserito nella banca dati come cattivo pagatore. Le banche possono accedere direttamente ai dati e controllare in tempo reale la situazione delle persone interessate ad avere un prestito. Negli ultimi tempi sono tanti i cattivi pagatori e gli istituti di credito sono più rigidi di fronte a situazioni difficoltose. I lavoratori autonomi sono la categoria maggiormente penalizzata: per loro è più difficile avere un prestito, in quanto non è possibile applicare il metodo della cessione del quinto e, differentemente dai dipendenti, non hanno una busta paga. Su internet esistono numerose società creditizie che offrono prestiti ai protestati autonomi con caratteristiche vantaggiose.

Domande frequenti

  • È possibile ottenere un prestito se si è iscritti nei registri dei cattivi pagatori?
    Sì, è assolutamente possibile ottenere un finanziamento nonostante la presenza di protesti o segnalazioni negative nelle centrali rischi. Esistono istituti finanziari, soprattutto banche online e finanziarie specializzate, che mostrano maggiore elasticità rispetto alle banche tradizionali. Questi enti valutano la richiesta analizzando la capacità di rimborso attuale piuttosto che limitarsi al passato. Tuttavia, l'approvazione non è automatica: il richiedente dovrà fornire garanzie solide, come una cessione del quinto della pensione o dello stipendio, oppure indicare un garante fiduciario. L'obiettivo principale per l'erogatore è mitigare il rischio di insolvenza futura attraverso strumenti legali vincolanti.
  • Come funziona il prestito con cambiale per i protestati?
    Il prestito con cambiale utilizza la cambiale come titolo esecutivo, garantendo alla banca il diritto di agire legalmente in caso di mancato pagamento. Questa modalità è particolarmente accessibile perché spesso non richiede motivazioni specifiche sull'uso del denaro. Le condizioni tipiche includono il possesso del TFR accantonato, un'assicurazione sulla vita attiva da almeno due anni e la presenza di una seconda firma solidale come ulteriore garanzia. Gli importi possono arrivare fino a 60.000 euro e l'erogazione avviene rapidamente. È fondamentale comprendere che la cambiale rappresenta un impegno giuridico forte; quindi, pur facilitando l'accesso al credito, richiede una rigorosa puntualità nel versamento delle rate per evitare procedure esecutive.
  • Si può chiedere un prestito senza busta paga se si è disoccupati?
    Esistono formule di finanziamento pensate specificamente per chi non ha un reddito da dipendente o è momentaneamente disoccupato, definiti spesso 'prestiti senza busta paga'. In questi casi, la valutazione del rischio si sposta sulla presenza di altri elementi di garanzia. Solitamente è necessario indicare un garante solido che si assuma la responsabilità del debito in caso di inadempimento. Inoltre, alcuni istituti permettono di definire importo e durata delle rate in base alle effettive disponibilità economiche del richiedente, proponendo piani di ammortamento flessibili. Sebbene siano soluzioni ideali per superare blocchi burocratici, richiedono attenzione ai tassi di interesse e una chiara consapevolezza degli obblighi contrattuali sottoscritti.
  • Perché i lavoratori autonomi protestati faticano a ottenere prestiti?
    I lavoratori autonomi si trovano in una posizione svantaggiata principalmente perché non dispongono di una busta paga cedibile tramite la cessione del quinto, lo strumento di garanzia più sicuro per le banche. Senza questa tutela diretta sul reddito mensile fisso, gli istituti di credito percepiscono un rischio maggiore. Inoltre, la gestione finanziaria autonoma può apparire meno stabile agli occhi dei valutatori del credito. Anche se si è stati inseriti erroneamente nei registri negativi o si ha un solo ritardo sanato, la rigidità dei sistemi informativi bancari rende difficile una rapida riqualificazione. Tuttavia, alcune società creditizie online stanno offrendo prodotti specifici per questa categoria, valutando il fatturato o altri indicatori economici alternativi.
  • Quali documenti servono generalmente per richiedere un prestito a un protestatario?
    La documentazione richiesta varia in base alla tipologia di garanzia offerta. Se si opta per la cessione del quinto, sono essenziali la busta paga o l'estratto conto pensionistico recente e il codice fiscale. Nel caso di prestiti con cambiale, oltre ai documenti d'identità, sarà necessario dimostrare il possesso del TFR e la polizza assicurativa sulla vita in corso. Per le richieste senza busta paga, la componente cruciale diventa la documentazione del garante, che dovrà provare la propria stabilità economica e solvibilità. In tutti i casi, è probabile che venga richiesto un questionario per verificare l'idoneità all'accensione del debito e l'assenza di altri debiti gravosi che potrebbero compromettere la capacità di rimborso.