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Calcolo rate mutuo

Calcolo rata mutuo

Il calcolo rata mutuo è un passo importante da effettuare quando ci troviamo nella situazione di dover richiedere questo tipo di finanziamento. La rata del mutuo deve essere sostenibile, in modo da non avere problemi di rimborso durante tutto l'arco della sua durata.

di Redazione

16 giugno 2015

Mutuo a tasso fisso

Per quanto riguarda il calcolo rata mutuo a tasso fisso il procedimento è abbastanza semplice. Il mutuo a tasso fisso prevede infatti una rata costante durante tutto l'arco del finanziamento, indipendentemente dall'andamento dei mercati. L'unico fattore variabile è l'andamento dell'Irs, il tasso a cui questo tipo di mutui sono collegati, che viene quotato giornalmente e può variare sensibilmente dal momento in cui viene chiesto il finanziamento a quello in cui questo viene erogato. La maggior parte delle banche infatti per il calcolo della rata di rimborso fa riferimento al valore dell'irs medio del mese precedente alla stipula oppure al suo valore calcolato in un giorno prestabilito del mese precedente alla stipula. All'irs va inoltre aggiunto lo spread applicato dall'istituto di credito.

Mutuo a tasso variabile

Effettuare il calcolo rata mutuo di un finanziamento a tasso variabile è invece molto più complicato. I mutui a tasso variabile sono collegati al parametro Euribor, al quale viene aggiunto anche in questo caso uno spread. Se lo spread rimane fisso per tutto la durata del finanziamento, il tasso Euribor invece cambia di mese in mese e può comportare delle sensibili variazioni nella rata da pagare. Il tasso di interesse, va però calcolato esclusivamente sul capitale residuo da pagare, che ovviamente è inferiore con il passare del tempo. Questo meccanismo implica che degli aumenti sensibili dell'Euribor durante i primi anni del mutuo, quando il capitale residuo è ancora molto cospicuo, vanno ad impattare sulla rata in maniera molto più significativa rispetto ad aumenti dell'Euribor avvenuti nella fase finale del mutuo.

Variabile a rata costante e variabile con CAP

Vi sono poi altre tipologie di mutuo che sono una sorta di via di mezzo tra quelli a tasso fisso e quelli a tasso variabile.Ad esempio il mutuo variabile a rata costante è collegato all'Euribor come tutti i variabili, con ciò che ne consegue, ma per tutta la durata del finanziamento si paga sempre la stessa rata. A seconda dell'andamento dei tassi, ciò che andrà a cambiare sarà la durata, ovvero il numero delle rate aumenterà o diminuirà in base all'oscillazione dell'Euribor.Il mutuo variabile con CAP invece prevede l'applicazione di un tetto massimo al valore dell'Euribor, oltre il quale non si andranno ad applicare ulteriori interessi. In questo modo si è soggetti limitatamente alle oscillazioni dei mercati e si è sicuri che la nostra rata non salirà più di un limite prestabilito.A queste tipologie di mutui viene però solitamente applicato da parte delle banche uno spread più alto.

I parametri delle banche

Per la concessione di un mutuo, le banche si riferiscono ad alcuni parametri che possono differire anche leggermente da istituto ad istituto. Una linea comune è però quella che la rata del mutuo deve essere sostenibile per il mutuatario. In genere tale soglia di sostenibilità viene calcolata come un terzo del totale dei redditi del nucleo familiare: se per esempio due coniugi hanno un reddito netto annuo complessivo di 2100 euro al mese, allora la rata massima che è possibile pagare è di 700 euro. Se la rata dovesse eccedere tale valore, l'istituto rifiuterà il finanziamento o chiederà di allungarne la durata in modo da far scendere la rata. In alternativa si può inserire la figura del garante, che è un soggetto verso il quale la banca può rivalersi in caso di mancato pagamento di una o più rate.

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Domande frequenti

  • Come funziona il calcolo della rata per un mutuo a tasso fisso?
    Nel mutuo a tasso fisso, la rata mensile rimane costante per tutta la durata del finanziamento, garantendo stabilità nel budget familiare. Il tasso applicato è determinato dalla somma dell'IRS (Indice del Sistema Bancario) e dello spread bancario. È fondamentale notare che il valore dell'IRS utilizzato per il calcolo iniziale si basa solitamente sulla media del mese precedente alla stipula del contratto o su un dato predefinito. Poiché l'IRS quotato giornalmente può variare significativamente tra la richiesta e l'erogazione, la banca potrebbe adeguare il tasso di partenza, ma una volta attivato il mutuo, la rata non subirà più modifiche legate ai fluttuazioni dei mercati finanziari.
  • Qual è la differenza principale tra mutuo a tasso variabile e quello a tasso fisso?
    La differenza sostanziale risiede nella dinamica della rata nel tempo. Nel mutuo a tasso variabile, il tasso di interesse è legato all'Euribor, che cambia mensilmente, rendendo la rata potenzialmente instabile. Tuttavia, poiché gli interessi vengono calcolati solo sul capitale residuo (che diminuisce col tempo), un aumento dell'Euribor ha un impatto maggiore nei primi anni del prestito rispetto agli ultimi. Al contrario, il tasso fisso offre una rata immutabile, proteggendo il mutuante dalle oscillazioni dei tassi di mercato, ma spesso a un costo iniziale generalmente più elevato rispetto alle condizioni iniziali del variabile.
  • Cosa sono i mutui 'variabile a rata costante' e 'con CAP'?
    Queste sono soluzioni ibride per gestire il rischio. Il mutuo variabile a rata costante mantiene la cifra mensile fissa, ma modifica la durata del prestito: se i tassi salgono, il mutuo dura più a lungo; se scendono, si accorcia. Il mutuo con CAP, invece, applica un tetto massimo (cap) all'Euribor: oltre questa soglia, il tasso non aumenta ulteriormente, limitando il rischio di rate eccessive. Entrambe le opzioni offrono protezione contro i picchi dei tassi, ma le banche tendono ad applicare uno spread più alto rispetto ai mutui variabili standard, compensando il servizio di copertura del rischio offerto.
  • Quanto deve essere bassa la rata rispetto al mio reddito per ottenere il mutuo?
    Le banche applicano rigorosi criteri di sostenibilità per evitare sovraindebitamento. La regola generale, valida per la maggior parte degli istituti, è che la rata mensile non deve superare il 30% del reddito netto mensile del nucleo familiare. Ad esempio, se il reddito combinato è di 2.100 euro, la rata massima ammissibile sarà di 700 euro. Se il calcolo preliminare supera questa soglia, la banca potrebbe rifiutare la pratica o richiedere l'allungamento della durata del mutuo per abbassare la rata. In alternativa, è possibile presentare un garante che assuma la responsabilità del debito.
  • Chi è il garante nel contesto di un mutuo e quando serve?
    Il garante è una terza persona fisica o giuridica che si assume la responsabilità solidale del rimborso del mutuo qualora il mutuatario principale non possa o non voglia pagare le rate. Questa figura è essenziale quando il richiedente non soddisfa i requisiti di sostenibilità della rata (il famoso 'un terzo del reddito') o quando il punteggio creditizio non è sufficiente. Inserire un garante aumenta le probabilità di approvazione della pratica, poiché la banca ha ora un secondo soggetto verso cui poter rivalersi in caso di insolvenza, riducendo il rischio percepito dall'istituto di credito.

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