Affitto con riscatto

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Affitto con riscatto

Il contratto di affitto con riscatto rappresenta una via di mezzo tra acquisto vero e proprio e affitto, poiché permette di investire su un immobile senza dover fare nell'immediato spese di denaro molto impegnative come l'anticipo per accendere un mutuo, ma dilazionandolo piuttosto in alcuni anni.

di Redazione

05 agosto 2015

Cos'è l'affitto con riscatto

La formula dell'affitto con riscatto è figlia del periodo di crisi che ha caratterizzato gli ultimi anni: è una scelta alternativa al mutuo, spesso rappresenta il 'piano B' quando la banca non concede il finanziamento. Il contratto di affitto con riscatto, infatti, permette di evitare il pagamento immediato dell'anticipo per il mutuo - generalmente un minimo del 20% della cifra totale della casa - e accantonare integralmente o in parte i soldi versati mensilmente per l'affitto della stessa. Dopo un certo numero di anni concordati, la cifra accantonata viene detratta dall'ammontare complessivo della compravendita e si stabilisce il mutuo sulla nuova cifra, più bassa. Grazie alla formula dell'affitto con riscatto, dunque, anche chi non dispone di sufficiente liquidità per accendere un mutuo pagando l'anticipo può iniziare a investire i soldi nell'acquisto futuro di una casa. Ma come funziona l'affitto con riscatto?

Come funziona l'affitto con riscatto

Il contratto di affitto con riscatto è una sorta di compromesso tra le due alternative possibili quando si tratta di entrare in possesso, temporaneo o definitivo, di una nuova casa. Il mutuo rappresenta un investimento sul lungo termine, ma non tutti possono permettersi le significative spese che comporta accenderlo, mentre le banche sono restie a concederlo ai lavoratori atipici, precari o con contratti a tempo determinato, ad esempio. Questa formula consiste in un vero e proprio contratto di locazione a cui si unisce un contratto di opzione che stabilisce l'intenzione e la possibilità per l'acquirente di trasformare l'affitto in in compravendita, per cui i canoni mensili versati diventano un anticipo. Viene fissata una durata massima di locazione, di solito dai due ai quattro anni, una quota mensile di affitto a cui viene applicata una maggiorazione del 14% e una caparra da versare all'inizio, propedeutica al successivo contratto.

I vantaggi dell'affitto con riscatto

L'affitto con riscatto è un contratto che va incontro ad entrambi gli attori, sia all'acquirente che al venditore, rendendo possibile la compravendita a prescindere dalla banca. Per l'acquirente, il vantaggio più evidente è la possibilità di investire denaro in un acquisto a lungo termine, senza dover versare anticipi ingenti: su una casa di 200 mila euro, l'accensione di un mutuo all'80% richiederebbe un versamento iniziale di ben 40 mila euro, senza contare spese istruttorie e accessorie (perizia, notaio, ecc). Con un contratto di affitto con riscatto, invece, può versare un anticipo inferiore (6-8%) e dilazionare nel tempo (2-4 anni) una quota-parte significativa dell'acquisto, potendo però già risiedere nella proprietà. Il venditore, invece, riceve un canone mensile superiore all'affitto normale (fino al 30%) e acquisisce una quota immediata all'inizio.

I rischi dell'affitto con riscatto

Benché abbia indubbiamente numerosi vantaggi, la formula dell'affitto con riscatto comporta anche dei rischi non trascurabili. Si tratta di un investimento sul futuro, che rimane comunque incerto: sia rispetto alle proprie finanze e alla propria situazione lavorativa, sia ai tassi di interesse sui mutui offerti dalle banche, che potrebbero aumentare. Per questo motivo, è bene prestare particolare attenzione alle clausole del contratto: di solito, se non si procede con la compravendita al termine del contratto di locazione, il proprietario è autorizzato a trattenere interamente o in parte i canoni mensili versati, che perciò andranno persi. È evidente, però, che se l'alternativa sarebbe stata comunque un affitto normale, i cui soldi sarebbero stati in ogni caso perduti, il rischio vale la scommessa. Lato venditore, c'è la possibilità di non riuscire a vendere la casa con certezza, perciò il contratto di affitto con riscatto è adatto a chi non ha bisogno immediato di grosse liquidità (ad esempio da investire su un'altra casa).

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Domande frequenti

  • Come funziona esattamente il meccanismo finanziario dell'affitto con riscatto?
    L'affitto con riscatto combina un contratto di locazione con un'opzione di acquisto. Durante la durata del contratto, solitamente tra i due e i quattro anni, il conduttore versa un canone mensile che include una maggiorazione rispetto all'affitto standard. Una parte di questi pagamenti viene accantonata come anticipato per l'acquisto futuro. Alla scadenza, se si esercita l'opzione di riscatto, la somma accumulata viene detratta dal prezzo finale della casa, permettendo di stipulare un mutuo sull'importo residuo. Questo strumento è ideale per chi non ha liquidità immediata per coprire l'anticipo bancario tradizionale, che solitamente ammonta almeno al 20% del valore immobiliare.
  • Quali sono i principali rischi finanziari per l'acquirente?
    Il rischio maggiore è la perdita totale o parziale degli importi versati se non si conclude l'acquisto alla fine del periodo contrattuale. Se il conduttore decide di non riscattare l'immobile o non riesce a ottenere il mutuo per difficoltà finanziarie sopravvenute, il proprietario può trattenere i canoni versati. Inoltre, ci sono rischi legati alla volatilità dei mercati immobiliari e dei tassi di interesse: se i prezzi delle case aumentano significativamente durante il periodo di affitto, il prezzo pattuito inizialmente potrebbe risultare svantaggioso. Anche il rischio legato alla stabilità lavorativa è cruciale, dato che un cambiamento nello status professionale potrebbe impedire l'accesso al credito bancario futuro.
  • Per chi è specificamente indicato questo strumento abitativo?
    L'affitto con riscatto è particolarmente adatto a soggetti che hanno difficoltà ad accedere ai mutui tradizionali, come lavoratori atipici, precari o coloro con contratti a tempo determinato, spesso visti come inadatti dalle banche. È utile anche per chi possiede redditi regolari ma non dispone della liquidità necessaria per l'anticipo iniziale richiesto dagli istituti di credito. Inoltre, può rappresentare una valida alternativa per chi vuole bloccare il prezzo di acquisto attuale pur non avendo ancora completato il risparmio per l'anticipo, trasformando l'esborso mensile dell'affitto in un investimento progressivo verso la proprietà, evitando così di 'bruciare' soldi in un affitto puro senza prospettive di recupero.
  • Quali sono i vantaggi economici per il proprietario dell'immobile?
    Dal punto di vista del venditore, l'affitto con riscatto offre un canone mensile sensibilmente più alto rispetto a un normale contratto di locazione, con aumenti che possono arrivare fino al 30%. Questo garantisce un flusso di cassa migliore durante il periodo di transizione. Inoltre, al momento della firma del contratto, il proprietario percepisce subito una caparra o un anticipo significativo, migliorando la sua liquidità immediata. Un altro vantaggio è la certezza dell'eventuale vendita futura: se il conduttore esercita l'opzione di riscatto, la compravendita è già strutturata. Tuttavia, il proprietario accetta il rischio di non vendere immediatamente l'immobile, dovendo attendere la scadenza del contratto.

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