I mutui: le fondamenta del

Mutuo arancio

Tassi conto arancio

La scelta del mutuo più conveniente e più adatto alle proprie esigenze è senza dubbio una decisione fondamentale per garantirsi un futuro sereno: scopriamo come e perché Mutuo Arancio, con la sua vasta gamma di formule, può essere sempre la soluzione migliore.

di Redazione

20 ottobre 2015

Che cosa sono e come funzionano i mutui

I mutui sono finanziamenti a medio-lungo termine erogati da un istituto bancario e solitamente vengono richiesti per acquistare, ristrutturare o costruire un immobile ma anche per sostituire o rifinanziare mutui accesi in precedenza, quasi sempre per uno degli scopi già menzionati. In buona sostanza, i mutui sono dei prestiti da rimborsare pagando periodicamente una rata che comprende sia il capitale che gli interessi, secondo un tasso che può essere fisso, variabile oppure misto, ovvero una combinazione tra i primi due: nel caso di Mutuo Arancio, per esempio, il tasso misto è del tipo fisso rinegoziabile. Per quanto riguarda la durata dei mutui, cioè l'arco di tempo prefissato in cui il prestito viene restituito, generalmente si va da un minimo di 5 anni ad un massimo di 30 anni, mentre il pagamento delle rate può avere una cadenza mensile, trimestrale, semestrale o annuale.

Il Mutuo Arancio a Tasso Fisso

Con il Mutuo Arancio a Tasso Fisso si ha la certezza di pagare la stessa rata per tutta la durata del mutuo, che normalmente è compresa tra 10 e 15 anni. Nel corso del tempo, infatti, restano invariati sia il tasso di interesse che l’ammontare delle singole rate e di conseguenza, ovviamente, anche l'importo complessivo del prestito da rimborsare. Tale caratteristica di totale stabilità rende il Mutuo Arancio a Tasso Fisso particolarmente adatto a chi, mettendo la sicurezza al primo posto, punta innanzitto ad evitare di essere danneggiato da possibili mutamenti sfavorevoli del mercato finanziario. Optando per il Mutuo Arancio a Tasso Fisso, ci si pone dunque nella migliore condizione possibile ai fini della pianificazione finanziaria, potendo stilare un piano di ammortamento preciso e soprattutto non stressante, in quanto immune da ripercussioni dannose nel caso di un aumento dei tassi d'interesse. Di contro, nei mutui a tasso fisso, a tanta stabilità corrisponde altrettanta mancanza di elasticità e quindi lo svantaggio di non poter cogliere al volo le buone opportunità di risparmio create da eventuali riduzioni dei tassi di mercato.

Il Mutuo Arancio a Tasso Variabile

Al momento della sottoscrizione, i costi del Mutuo Arancio a Tasso Variabile sono sempre inferiori a quelli di qualsiasi mutuo a tasso fisso e sopratutto, se le condizioni del mercato finanziario cambiano favorevolmente ovvero si verifica una riduzione generalizzata dei tassi, è possibile realizzare un consistente risparmio sugli interessi dovuti. Ciò perché nei mutui a tasso variabile, come appunto dice il nome, il tasso d'interesse applicato può variare in relazione all'andamento del costo del denaro, essendo collegato a degli indici economici di riferimento tra cui il BCE, fissato dalla Banca Centrale Europea e l'Euribor, determinato invece dalla Federazione Bancaria Europea (EBF). Pertanto, un mutuo a tasso variabile è consigliabile soltanto a chi è disposto a correre il rischio di vedersi aumentare l'importo della rata da pagare, puntando sull'eventualità che la rata possa invece diminuire grazie ad un andamento favorevole degli indici a cui il mutuo è ancorato, cioè sperando in una riduzione del costo del denaro.

Il Mutuo Arancio a Tasso Fisso Rinegoziabile

Il mutuo Arancio a Tasso Fisso Rinegoziabile rientra nella tipologia dei mutui a Tasso Misto, i quali vengono così definiti proprio perché si basano su una combinazione tra le due tipologie precedenti, presentando sia le caratteristiche dei mutui a tasso fisso che quelle dei mutui a tasso variabile. Infatti il Mutuo Arancio a Tasso Fisso Rinegoziabile, a fronte di una durata complessiva che va tra 10 e 30 anni, nel suo periodo iniziale (ovvero nei primi 5 o 10 anni del finanziamento) prevede il pagamento di una rata fissa e non modificabile. Successivamente, seguendo un programma con scadenze prestabilite, si ha la possibilità di rinegoziare le condizioni del prestito scegliendo tra due opzioni: modificare il tasso fisso applicato al mutuo, aggiornandolo alla nuova situazione vigente sul mercato finanziario, oppure passare dal tasso fisso a quello variabile o viceversa. Va tenuto presente che invece lo spread, cioè il margine di guadagno che la banca si riserva di applicare al tasso base, in nessun caso è oggetto di rinegoziazione e quindi non può mai essere variato.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra un mutuo a tasso fisso e uno a tasso variabile?
    La differenza sostanziale risiede nella stabilità della rata. Con il mutuo a tasso fisso, l'importo della rata rimane identico per tutta la durata del finanziamento, garantendo massima prevedibilità e protezione contro gli aumenti dei mercati finanziari. Al contrario, nel mutuo a tasso variabile, il tasso di interesse segue l'andamento di indici di riferimento come l'Euribor o le decisioni della BCE. Questo significa che la rata può diminuire se i tassi scendono, offrendo potenziali risparmi iniziali, ma può anche aumentare significativamente in caso di rialzi dei tassi, introducendo un elemento di incertezza nel budget familiare.
  • Cosa significa esattamente 'tasso fisso rinegoziabile' e quando posso modificarlo?
    Il tasso fisso rinegoziabile è una formula mista che combina la sicurezza iniziale del fisso con la flessibilità del variabile. Nei primi 5 o 10 anni del mutuo, la rata è fissa e immutabile, permettendo una precisa pianificazione finanziaria. Successivamente, secondo scadenze prestabilite, hai la facoltà di rinegoziare le condizioni: puoi decidere di aggiornare il tasso fisso alla situazione di mercato attuale oppure convertire il mutuo in variabile (o viceversa). È importante notare che lo spread, ovvero il margine di guadagno della banca, non è mai oggetto di rinegoziazione e rimane costante.
  • Quale durata è consigliata per un mutuo immobiliare?
    La durata tipica dei mutui immobiliari varia da un minimo di 5 anni a un massimo di 30 anni, a seconda della politica della banca e delle tue esigenze. Per il Mutuo Arancio, le formule a tasso fisso hanno spesso durate standardizzate tra i 10 e i 15 anni, mentre il tasso fisso rinegoziabile può estendersi fino a 30 anni. Scegliere una durata più lunga riduce l'onere mensile della rata, migliorando il rapporto debito/reddito, ma aumenta il totale degli interessi pagati nel tempo. Una durata più breve comporta rate più alte ma un risparmio complessivo sugli interessi. L'ideale è trovare un equilibrio tra la capacità di rimborso mensile e il costo totale del credito.
  • È meglio scegliere il tasso fisso o variabile in base agli attuali tassi di mercato?
    Non esiste una risposta unica, poiché dipende dalla tua propensione al rischio e dalle prospettive economiche. Se cerchi assoluta tranquillità e vuoi blindare i costi futuri ignorando le fluttuazioni di mercato, il tasso fisso è la scelta più sicura, anche se spesso parte da un livello leggermente superiore. Se invece ritieni che i tassi siano al picco e potrebbero scendere, il tasso variabile offre costi iniziali inferiori e il potenziale vantaggio di risparmiare se i mercati favoriscono una discesa dei prezzi del denaro. Chi opta per il fisso rinuncia però alla possibilità di beneficiare di eventuali cali dei tassi durante il corso del prestito.
  • Posso cambiare banca o rinegoziare il mutuo dopo averlo sottoscritto?
    Sì, è possibile rinegoziare il mutuo direttamente con l'istituto erogatore, specialmente se si opta per formule specifiche come il Mutuo Arancio a tasso fisso rinegoziabile, che prevede clausole contrattuali per modifiche successive. Inoltre, la legge italiana consente la surroga del mutoto, ovvero il trasferimento del prestito presso un'altra banca che offre condizioni migliori. Questa operazione permette di sfruttare offerte competitive sul mercato senza dover chiudere il vecchio mutuo manualmente. Tuttavia, per il tasso fisso rinegoziabile, ricorda che solo il tasso base può essere rivisto; lo spread applicato dalla banca originaria rimane invariato e non negoziabile.

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