Buoni del Tesoro

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Buoni del tesoro

Per ampliare il portafoglio dei risparmi con investimenti a basso profilo di rischio, i Buoni del Tesoro offrono un reddito fisso e rimborso garantito dallo Stato. I Buoni del Tesoro Italia o i Buoni Fruttiferi Postali indicizzati consentono di proteggere il risparmio dall'erosione dell'inflazione.

di Redazione

22 ottobre 2015

Buoni del tesoro poliennali

I Buoni del Tesoro Poliennali, BTP, sono certificati di debito emessi dallo Stato italiano con durata poliennale a medio lungo-termine con scadenze di 3, 5, 10, 15 e 30 anni. Il Tesoro emette Buoni del Tesoro Poliennali con asta marginale determinando il prezzo di aggiudicazione e la quantità emessa. Il taglio minimo di sottoscrizione è di € 1.000,00. Per la clientela retail i titoli sono negoziabili sul mercato secondario MOT anche prima della scadenza, in tal caso il valore dei titoli è legato alle fluttuazioni del mercato, se i prezzi dei Buoni del Tesoro Poliennali salgono (se sopra 100 sono sopra alla pari) i rendimenti calano, diversamente se le quotazioni scendono (sotto cento sono sotto la pari) i rendimenti salgono. Se il titolo è mantenuto fino alla scadenza, essendo a capitale garantito, il rimborso non può essere inferiore all’intero valore nominale. La remunerazione è data dal flusso costante e certo di rendimenti in cedole a tasso fisso determinato al momento di emissione e pagate semestralmente. Il rischio in questo caso è legato all’inflazione, che può rendere, in termini reali di potere d'acquisto, inferiore il valore del capitale e del rendimento.

Buoni del tesoro postali

I Buoni del Tesoro Postali sono titoli nominativi collocati in esclusiva da Poste Italiane e sono emessi e garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti, partecipata dal Tesoro per più della metà delle azioni. I Buoni del Tesoro Postali sono sottoscrivibili per importi anche minimi presso gli sportelli postali e rimborsabili in anticipo senza perdere capitale ed interessi maturati fino al momento. Si può scegliere tra le varie tipologie, per gli investimenti a lungo termine ci sono i Buoni del Tesoro Postali ordinari, che hanno scadenza a 20 anni e sono rimborsabili in qualsiasi momento, però in caso di rimborso entro i primi 12 mesi non sono riconosciuti interessi. I Buoni del Tesoro Postali a breve scadenza di 3 anni hanno un tasso fisso nei primi due anni e un premio in percentuale sul capitale. Ci sono Buoni del Tesoro Postali a tasso fisso più una quota indicizzata, che si aggiunge alla parte fissa a partire da un certo lasso di tempo e con un interesse extra dell’1,25% lordo. Sono sottoscrivibili in forma dematerializzata per importi minimi di € 250,00, hanno durata massima di 10 anni. Gli interessi non sono corrisposti se il rimborso è chiesto prima dei 18 mesi.

Buoni del tesoro Italia

I Buoni del Tesoro Italia si differenziano dai Buoni del Tesoro Poliennali ordinari perché il capitale rimborsato e le cedole semestrali sono rivalutate sulla base dell’inflazione. I Buoni poliennali del Tesoro Italia (BTi), emessi dal 2012, sono i primi titoli per cui non si utilizza il sistema dell’asta. Si possono acquistare sul mercato MOT o presso gli sportelli bancari o postali. La durata è di 4,6 e 8 anni. Il taglio minimo di acquisto è di € 1.000,00. Sono titoli a tasso fisso, ma indicizzati all'inflazione italiana. La rivalutazione è legata all’inflazione su base dell’indice ISTAT prezzi al consumo per famiglie operai e impiegati (FOI), con esclusione dei prezzi dei tabacchi. I Buoni del Tesoro Italia liquidano ogni semestre un rendimento crescente in termini nominali, poiché il tasso fisso delle singole cedole è calcolato sul capitale rivalutato, consentendo un rendimento fisso in termini reali da subito. Il capitale al momento del rimborso viene moltiplicato per il coefficiente di indicizzazione. E′ riconosciuto dal Tesoro un premio fedeltà, pari al 4 per mille del valore nominale del capitale, alle persone fisiche che detengono il titolo fino alla scadenza.

Buoni del tesoro italiani

I Buoni del Tesoro italiani sono emessi dal Ministero dell’Economia e Finanze e sono collocati sul mercato in diverse tipologie, che si differenziano per durata, flussi di pagamento e tasso di rendimento. Tra i vari titoli emessi ci sono i Buoni del Tesoro Poliennali, titoli a medio-lungo termine, che garantiscono un rendimento costante nel tempo tramite cedole semestrali a tasso fisso. Il loro rendimento dei può essere eroso dall’inflazione e, in termini reali, il valore delle cedole e del capitale rimborsato può essere inferiore rispetto al momento dell’emissione e collocazione. Dal 2012 sono stati introdotti i Buoni del Tesoro Italia, che sono titoli a tasso fisso, ma indicizzati essendo il rendimento e il capitale rivalutati in base all’andamento dell’inflazione italiana su base dell’indice ISTAT (FOI). I Buoni del Tesoro Postali offrono la garanzia del rimborso del capitale e rendimenti crescenti anche se inferiori agli altri Buoni del Tesoro, però sono esenti dalle commissioni e spese dei conti deposito, salvo la ritenuta fiscale del 12,50% e l'imposta di bollo. Dal 2006 sono emessi Buoni del Tesoro Postali a tasso fisso più una quota indicizzata all’inflazione.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra BTP e BTI per quanto riguarda la protezione contro l'inflazione?
    La distinzione fondamentale risiede nella struttura del rendimento. I Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) offrono un tasso fisso: le cedole e il capitale sono stabili in termini nominali, ma il loro potere d'acquisto reale può diminuire se l'inflazione supera il tasso di interesse. Al contrario, i Buoni del Tesoro Italia (BTI) sono indicizzati all'inflazione ISTAT FOI. Questo significa che sia il capitale rimborsato a scadenza sia l'importo delle cedole semestrali vengono rivalutati periodicamente in base all'aumento dei prezzi al consumo. Di conseguenza, i BTI garantiscono un rendimento reale positivo sin dall'inizio, proteggendo efficacemente il patrimonio dall'erosione inflazionistica, mentre i BTP espongono l'investitore al rischio inflattivo.
  • Posso vendere i miei Buoni del Tesoro prima della scadenza senza perdere soldi?
    Dipende dal tipo di titolo e dalla tempistica. Per i BTP negoziabili sul mercato secondario (MOT), puoi venderli in qualsiasi momento, ma il prezzo dipenderà dalle fluttuazioni di mercato: se vendi quando i tassi sono saliti, potresti ricevere meno del valore nominale. Tuttavia, se mantieni il titolo fino alla scadenza, lo Stato garantisce il rimborso del valore nominale. Per i Buoni del Tesoro Postali, la regola è diversa: sono rimborsabili anticipatamente senza perdita di capitale, ma se richiedi il rimborso entro i primi 12 mesi (per quelli ordinari) o 18 mesi (per quelli a breve o indicizzati), non matureranno interessi. Quindi, la liquidità immediata ha un costo in termini di rendimento perso, non di capitale investito.
  • Quanto devo investire per acquistare i Buoni del Tesoro e quali sono i costi?
    Il requisito economico varia in base allo strumento scelto. I BTP richiedono un investimento minimo di 1.000 euro. Anche i BTI hanno un taglio minimo di 1.000 euro. I Buoni del Tesoro Postali, invece, sono accessibili con importi molto più bassi, partendo da soli 250 euro, il che li rende ideali per piccoli risparmiatori. Per quanto riguarda i costi, i titoli di Stato sono generalmente privi di commissioni di negoziazione o gestione elevate tipiche dei fondi comuni. L'unica spesa da considerare è la ritenuta fiscale del 12,50% sugli interessi maturati e l'imposta di bollo annuale (solitamente 0,20% del valore nominale), che viene trattenuta direttamente dallo Stato o addebitata sul conto titoli.
  • Cosa sono le cedole e come funzionano i pagamenti per questi titoli?
    Le cedole rappresentano il tasso di interesse che lo Stato paga all'investitore in cambio del prestito effettuato. Per i BTP e i BTI, le cedole vengono erogate semestralmente (ogni sei mesi) per tutta la durata del titolo, fino alla scadenza. Nei BTI, l'importo della cedola aumenta nel tempo perché è calcolato sul capitale rivalutato per l'inflazione accumulata. Per i Buoni del Tesoro Postali, la dinamica cambia: spesso gli interessi non vengono versati periodicamente ma maturano e vengono corrisposti insieme al capitale al momento del rimborso finale, oppure prevedono premi specifici dopo certi periodi. È cruciale verificare il piano di ammortamento specifico del titolo sottoscritto per sapere esattamente quando arriveranno i flussi di cassa.
  • Esiste un premio aggiuntivo per chi mantiene il titolo fino alla fine?
    Sì, esiste un incentivo specifico per i Buoni del Tesoro Italia (BTI). Lo Stato riconosce un 'premio fedeltà' pari allo 0,4% (quattro per mille) del valore nominale del capitale agli investitori privati che mantengono il titolo fino alla sua scadenza naturale. Questo bonus si aggiunge al capitale rimborsato e ai redditi già incassati, incentivando la stabilità degli investimenti a medio-lungo termine. Per i BTP ordinari e i Buoni del Tesoro Postali standard, non è previsto un premio fedeltà simile; il rendimento è interamente contenuto nelle cedole periodiche o nel tasso finale. Questo dettaglio rende i BTI particolarmente attraenti per chi ha orizzonti temporali definiti di 4, 6 o 8 anni.