Mutuo Inpdap

Mutui inpdap

mutuo inpdap

Il mutuo Inpdap, Istituto di Previdenza e Assistenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica, confluito in Inps, Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, dal 1°gennaio 2012, è la proposta economica offerta dall'omonimo Istituto, per agevolare l'acquisto della prima casa.

di Redazione

25 maggio 2015

Mutuo Inpdap - Chi e Come

Il mutuo Inpdap può essere richiesto da tutti coloro che abbiano un contratto di lavoro a tempo determinato in essere al momento dell'inoltro della domanda o dai pensionati che siano iscritti, da almeno tre anni, alla gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali. La condizione necessaria è che il richiedente del mutuo non sia già titolare di una abitazione sita nel nostro paese. Vi sono, però, delle eccezioni come nel caso in cui il soggetto interessato sia proprietario di quote di una determinata unità abitativa o abbia ricevuto in assegnazione la casa dal coniuge separato. La domanda per richiedere il mutuo Inpdap deve essere presentata, unitamente a tutta la documentazione da allegare, dal 1° al 10 gennaio, dal 1° al 10 maggio, dal 1° al 10 settembre di ogni anno presso l’Ufficio Provinciale o Territoriale Inps Gestione ex Inpdap.

Calcolo rata mutuo Inpdap

Il calcolo rata mutuo Inpdap, a seconda che si tratti di un mutuo Inpdap a tasso fisso o di un mutuo Inpdap a tasso variabile, può essere facilmente effettuato on line, scaricando e compilando con tutti i dati necessari un foglio di calcolo excell, elaborato direttamente dall'Istituto. I dati da inserire riguardano la durata, da scegliere in un range che va da 10 a 30 anni, il reddito annuo lordo del nucleo familiare, il valore dell'immobile presunto o da perizia, la richiesta di mutuo con un tetto massimo pari a 300.000 euro, la quota di spese da finanziare indicando se si vuole comprendere tra queste anche il costo dell'eventuale perizia, l'imposta sostitutiva (0.25 o 2) ed infine la data presunta di stipula del contratto d'acquisto. Il software fornisce una serie di dati che descrivono le caratteristiche della proposta elaborata su misura del cliente.

Surroga mutuo Inpdap

La surroga mutuo Inpdap, introdotta dal Decreto Bersani, è la formula grazie alla quale è possibile spostare il mutuo Inpdap in un altro istituto di credito prima della sua rinegoziazione, se questo è in grado di offrire condizioni più vantaggiose per il cliente. La surroga mutuo Inpdap può essere richiesta sia dai lavoratori, sia dai pensionati del settore pubblico e non comporta alcun costo aggiuntivo a suo carico. Per ottenere la surroga del mutuo Inpdap bisogna presentare, oltre ai moduli da compilare, anche una perizia di stima del valore dell'immobile e, dopo l'accettazione della pratica, anche l'atto notarile che attesti il cambio di istituto di credito. Prima di scegliere la surroga del mutuo Inpdap, si consiglia di farsi consigliare da consulenti esperti, che, eventualmente, vi daranno indicazioni circa quale altro istituto preferire ad Inpdap.

Tasso mutuo Inpdap

Premettendo che il tasso mutuo Inpdap è, sempre, agevolato, vediamo quali tassi l'Istituto propone. Il mutuo Inpdap contempla sia il tasso fisso sia il tasso variabile. Il primo prevede un valore di tasso stabilito dal regolamento Inpdap per l'anno in corso. A questo, vanno aggiunti gli oneri di amministrazione pari allo 0.5% del valore totale del mutuo Inpdap, le spese notarili, le spese di iscrizione dell'ipoteca e, infine, le spese tecnico estimative. Il secondo prevede, invece, un valore di tasso pari al 3.75% per il primo anno, che, dalla terza rata, verrà modificato, con l'applicazione di un tasso variabile, secondo il valore dell'Euribor a 6 mesi, calcolato su di un periodo di 360 giorni, con un incremento pari al 100%, registrato il 30 Giugno o il 31 Dicembre del semestre precedente.

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Domande frequenti

  • Chi ha diritto di accedere al mutuo Inps ex Inpdap?
    Il mutuo è riservato principalmente ai dipendenti pubblici e ai pensionati iscritti alla gestione creditizia da almeno tre anni. È necessario avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato valido al momento della domanda. Una condizione fondamentale è non essere proprietari di un’abitazione nel territorio nazionale, salvo eccezioni specifiche come la proprietà di quote minime o l’assegnazione della casa dal coniuge separato. L’obiettivo è favorire l’accesso alla prima casa per chi non ne possiede già una.
  • Quali sono le scadenze temporali per presentare la domanda?
    Le domande devono essere presentate esclusivamente durante tre finestre temporali precise ogni anno: dal 1° al 10 gennaio, dal 1° al 10 maggio e dal 1° al 10 settembre. È obbligatorio consegnare la pratica completa, inclusa tutta la documentazione richiesta, presso l’Ufficio Provinciale o Territoriale dell’Inps competente per territorio. Fuori da questi brevi periodi, non è possibile inoltrare nuove richieste, rendendo cruciale rispettare rigorosamente il calendario stabilito dall’Istituto.
  • Come funziona il calcolo della rata e quali parametri influenzano l’importo?
    L’Istituto mette a disposizione un foglio di calcolo Excel ufficiale per stimare la rata. I parametri chiave includono la durata del prestito (da 10 a 30 anni), il reddito lordo del nucleo familiare, il valore dell’immobile e l’importo richiesto, con un tetto massimo di 300.000 euro. Bisogna specificare se includere le spese di perizia nel finanziamento e indicare l’imposta sostitutiva applicabile. Questo strumento permette di visualizzare le caratteristiche della proposta su misura prima della presentazione formale.
  • È possibile effettuare la surroga del mutuo Inps ex Inpdap?
    Sì, la surroga è consentita grazie al Decreto Bersani, permettendo di trasferire il mutuo presso altri istituti di credito se offrono condizioni migliori, senza costi aggiuntivi a carico del cliente. Per procedere, è necessario presentare appositi moduli, una nuova perizia di stima dell’immobile e, successivamente, l’atto notarile di variazione. Si raccomanda di consultare un consulente esperto per valutare se il risparmio ottenuto con la nuova banca giustifichi le procedure necessarie.
  • Quali sono le differenze tra tasso fisso e tasso variabile Inps?
    Il tasso fisso ha un valore stabilito annualmente dal regolamento Inps, al quale si aggiungono oneri amministrativi dello 0,5% e altre spese accessorie. Il tasso variabile parte dal 3,75% il primo anno; dalla terza rata, viene rivalutato in base all’Euribor a sei mesi (con incremento del 100%) e aggiornato semestralmente a giugno e dicembre. La scelta dipende dalla propensione al rischio e dalla stabilità desiderata nei pagamenti mensili nel lungo termine.

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